Da Cison a Pechino: il ritorno dei viaggiatori della Via della Seta

Quando si rientra a Cison di Valmarino dopo un viaggio che ha toccato Pechino, l’abbraccio del borgo ha un sapore speciale. Piero Toffolatti e Carlo Possamai erano partiti il 15 luglio dal paese, a bordo di un fuoristrada Toyota HDJ100 attrezzato per le lunghe distanze, con la bussola puntata verso la Cina. Ieri, domenica 26 agosto, Piero era di nuovo seduto ai tavoli dell’Osteria al Ponte di Cison, stanco per il fuso orario ma raggiante, pronto a brindare con un bicchiere di prosecco insieme agli amici che lo aspettavano al rientro.

La “missione compiuta” porta i nomi di due cisonesi molto conosciuti: Piero, venditore di moto e quad, e Carlo, artigiano del legno. In realtà fino a Pechino è arrivato solo il primo, mentre il secondo ha dovuto rientrare in aereo dal Kirghizistan per motivi di lavoro. A restare impressa è soprattutto la dimensione del viaggio: oltre 15 mila chilometri percorsi attraverso Italia, Slovenia, Repubblica Ceca, Polonia, Ucraina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan e infine Cina, seguendo idealmente le tracce dell’antica Via della Seta.

Piero racconta di paesaggi che cambiavano di continuo, di un mosaico di popoli e culture diverse incontrate lungo la strada, di giornate alla guida che sembravano non finire mai. Il Toyota è stato messo a dura prova, soprattutto nei deserti cinesi: più di 20 ettolitri di gasolio consumati, piste impegnative, lunghi tratti senza punti di riferimento apparenti. Qualche intoppo non è mancato, in particolare al momento di entrare nel deserto del Taklamakan, il più grande della Cina, che ai tempi di Marco Polo era chiamato “il mare della morte”. Le rigide regole delle autorità cinesi hanno imposto cambi di percorso all’ultimo momento, ma la carovana in stile Overland non si è mai fermata davvero.

Pechino è stata raggiunta il 24 agosto, come da programma: una data che segna la fine del viaggio in Oriente e l’inizio del racconto a casa. Per i due amici si è trattato di un’esperienza “d’altri tempi”, un’avventura che rimarrà tra quelle da ricordare per tutta la vita. Ora toccherà a loro rivivere tappa dopo tappa, magari proprio nelle osterie e nelle piazze di Cison, questa lunga strada verso est. La sensazione è che la loro impresa confermi l’anima curiosa e viaggiatrice dei cisonesi. E chi conosce Piero Toffolatti è pronto a scommettere che il prossimo itinerario è solo questione di mesi: il borgo, intanto, si gode il ritorno di chi ha portato il nome di Cison fino alle porte della Città Proibita.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: archivio qdpnews.it )
(Articolo, video e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Finanziato dall’Unione Europea
Next GenerationEU - PNRR Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi

Related Posts