A Cison di Valmarino, tra le mura di Castelbrando che dominano la vallata, l’imprenditore Massimo Colomban ha scelto da tempo una delle sue “case” simboliche. Qui arriva la notizia di un riconoscimento che lo lega a doppio filo a un’altra monarchia, quella britannica: l’onorificenza conferita dalla regina Elisabetta II per il servizio svolto come console onorario d’Australia in Veneto. Un’occasione che permette di rileggere il suo percorso con lo sguardo rivolto proprio da questo borgo delle Prealpi.
L’onorificenza è quella di Honorary Member in the General Division of the Order of Australia, istituita nel 1975 dalla sovrana per premiare personalità distintesi nel tempo. Per la prima volta è toccata a un italiano, proprio a Colomban, al termine di nove anni di incarico consolare svolti in Veneto. Il riconoscimento, motivato con la “correttezza e onestà dimostrata”, gli è stato consegnato il 1° luglio dall’ambasciatore australiano Greg French, in rappresentanza del Governatore dell’Australia e della stessa regina.
Per l’imprenditore non si tratta di un punto finale, ma di una tappa lungo un percorso che continua. “Ho provato un certo orgoglio nell’aver ottenuto questo risultato – racconta – ma non lo considero un traguardo conclusivo, perché continuo a lavorare e a costruire”. Nelle sue parole torna spesso una convinzione profonda: “Tutto ciò che rimane fermo è destinato a morire. L’innovazione è vita”. Un principio che ha guidato molte delle sue scelte, dalla fondazione e presidenza, tra il 1973 e il 2002, di Permasteelisa – azienda che ha contribuito a ridisegnare skyline in mezzo mondo – all’esperienza amministrativa come assessore a Roma tra il 2016 e il 2017, fino all’attuale impegno nella valorizzazione di Castelbrando.
L’idea di servizio, centrale nel ruolo consolare, è per Colomban strettamente legata a quella di responsabilità personale. “Per gli australiani fare il console significa servire i cittadini – osserva – e vuol dire che ho fatto un buon lavoro”. Alla base ci sono, secondo lui, due parole chiave: correttezza e onestà. Non a caso, interrogato sul loro spazio nella società italiana di oggi, affianca subito un terzo termine, meritocrazia. “Di meritocrazia ce ne vuole di più in Italia – sottolinea – e per quanto riguarda correttezza e onestà bisogna che il padre dia il buon esempio. Mi aspetto che, in futuro, chi ci governa abbia come fondamentali questi valori per il futuro del Paese”.
Guardando il panorama dalla terrazza di Castelbrando, tra i vigneti delle colline Patrimonio Unesco e i paesi della Vallata, il discorso scivola naturalmente verso il tema del domani, soprattutto per le nuove generazioni. Colomban non ha dubbi: “I giovani possono e devono essere sempre innovativi, e il nostro Paese ha bisogno di innovazione”. Per lui non è uno slogan astratto, ma una regola concreta di sopravvivenza economica: “Nel campo dell’imprenditoria bisogna innovare, l’innovazione è la condizione necessaria per restare sul mercato”.
Lo stesso vale, a suo giudizio, per lo Stato. Nella sua riflessione, anche le istituzioni devono misurarsi con la capacità di rinnovarsi. “Lo Stato italiano ha bisogno di innovazione, altrimenti muore, e anche lo Stato può morire”, afferma con franchezza. Una visione che può sembrare dura, ma che restituisce in forma sintetica l’idea di un Paese chiamato a non accontentarsi dell’esistente, a maggior ragione in territori come quello di Cison di Valmarino, dove storia e paesaggio dialogano con esperienze imprenditoriali e progettualità legate al turismo.
Per chi visita oggi il borgo e sale fino a Castelbrando, sapere che tra queste mura lavora e pensa un imprenditore riconosciuto a livello internazionale aggiunge un tassello al racconto del luogo. Non solo castello, colline e vie antiche, ma anche storie contemporanee di innovazione, di dialogo con altri Paesi e di riflessione sul futuro. In questo intreccio tra passato e presente, la figura di Massimo Colomban diventa uno dei volti con cui Cison di Valmarino si affaccia sul mondo, portando con sé l’idea che cambiare, studiare e sperimentare sia, in fondo, un modo per tenere vivo il territorio stesso.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: archivio qdpnews.it )
(Articolo, video e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata


Finanziato dall’Unione Europea
Next GenerationEU - PNRR Transizione Ecologica Organismi Culturali e Creativi








