Nel luglio del 2019 Cison di Valmarino ha avuto un ospite d’eccezione: in occasione dell’inaugurazione di Case Marian, la scena è stata tutta per Vittorio Sgarbi. In gran forma, il critico d’arte più noto d’Italia ha elogiato pubblicamente il restauro del complesso e il lavoro del sindaco Cristina Pin, non rinunciando, come sua abitudine, a qualche affondo sui grandi temi della politica nazionale.
Terminata la cerimonia, Sgarbi si è concesso una passeggiata tra le vie del borgo, una sorta di piccolo itinerario che chiunque può ripercorrere oggi. A fargli da guida è stato il segretario comunale Giuseppe Munari, suo coetaneo, che lo ha accompagnato in un “Cison tour” costruito sul filo dei ricordi e dell’arte. Il percorso è iniziato con una nota di amarcord davanti a una Fiat 1100 d’epoca, di proprietà di un collezionista locale: Sgarbi l’ha ribattezzata, con un sorriso, “l’auto della media borghesia di un tempo”, quasi un frammento di Italia anni Cinquanta parcheggiato in piazza.
La tappa successiva è stata la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, nota come la chiesa “dalle due facciate”, che domina il cuore del paese. Anche se l’interno era in penombra, il critico si è soffermato a lungo sulle opere di Egidio Dall’Oglio e in particolare sulla grande pala dell’Assunta collocata dietro l’altare maggiore, sotto l’abside, uno dei capolavori più significativi del Settecento cisonese. Da lì il passaggio al palazzo municipale, al piccolo ma prezioso museo delle radio d’epoca e al teatro “La Loggia” è stato naturale: tutti interventi di recupero che Sgarbi ha apprezzato, definendoli “veri restauri conservativi” e lodando in modo speciale il gusto dell’architetto Alpago Novello nel restituire vita al teatro senza snaturarne l’anima storica.
Il giro è proseguito verso Villa Cosma, residenza signorile con giardino e torri che hanno colpito positivamente il critico. Qui Sgarbi ha ricordato le riprese del film “Mogliamante”, girato negli anni Settanta a Cison con Laura Antonelli e Marcello Mastroianni, e ha definito la villa “uno splendido esempio di stile liberty”, sottolineandone l’eleganza architettonica. Poi, attraversato il portico Zava, ha raggiunto il torrente Rujo e il ponte che introduce alla chiesetta di San Vito: un piccolo edificio raccolto, ma capace di sorprenderlo per la pala custodita all’interno, tanto da lasciarlo, come lui stesso ha ammesso, letteralmente “folgorato”.
La passeggiata si è conclusa così, tra il mormorio dell’acqua e la quiete del borgo, con un Vittorio Sgarbi insolitamente rilassato nel suo personale tour cisonese. Oggi chi visita Cison di Valmarino può seguire idealmente i suoi passi, passando da Case Marian alla chiesa arcipretale, dal municipio a “La Loggia”, da Villa Cosma fino al ponte sul Rujo e alla chiesetta di San Vito: un itinerario breve ma ricco di scorci, che permette di vedere il paese con lo sguardo attento di un critico d’arte.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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