In una sera autunnale già buia, lungo una via tranquilla di Farra di Soligo, si distingue una figura che corre con passo leggero. I capelli rossi lunghi, il fisico asciutto, l’andatura elegante raccontano subito una familiarità con la pista e con la fatica. È Elena Busetti, classe 1995, che in questo territorio ha messo radici con due passioni che procedono parallele: da una parte la matematica, che oggi la vede docente all’Isiss “Verdi” di Valdobbiadene, dall’altra l’atletica, praticata da anni a livello agonistico.
Il suo percorso parte dai banchi del liceo. Nel 2014 si diploma al Liceo Scientifico “M. Casagrande” di Pieve di Soligo; sono questi gli anni in cui la matematica smette di essere solo una materia scolastica e diventa un linguaggio familiare, abbastanza potente da meritare di essere approfondito. Decide così di iscriversi al corso di laurea in Matematica all’Università di Padova, dove nel 2019 consegue la laurea magistrale. Tra gli esami che ricorda con più piacere ci sono quelli legati all’algebra e alla didattica, due ambiti che le permettono di coniugare il rigore teorico con l’idea di insegnare, trasmettendo la propria passione a nuove generazioni di studenti.
Dopo la laurea arrivano due anni di supplenze, vissuti tra aule diverse e classi sempre nuove, finché nel 2021 supera il concorso ordinario che le consente di entrare di ruolo proprio all’Isiss “Verdi” di Valdobbiadene, dove lavora tuttora. È un traguardo importante, raggiunto in tempi rapidi, che le offre stabilità ma non la spinge ad adagiarsi: continua infatti a formarsi, a cercare spazi in cui esprimere al meglio le proprie capacità e a immaginare ambienti di lavoro in cui il dialogo con colleghi e studenti possa essere ancora più fertile.
Accanto allo studio, fin dagli anni del liceo, scorre un’altra linea: l’atletica. Elena si appassiona in particolare alla corsa in pista, si tesserata con il “Vittorio Atletica” e nel tempo si specializza nelle distanze dei 400 e 800 metri. Gareggia soprattutto a livello regionale, partecipando però anche ad alcuni meeting nazionali e internazionali, e indica come risultato più significativo il terzo posto negli 800 metri ai campionati regionali assoluti. È una soddisfazione personale che non arriva per caso, ma è il frutto di allenamenti regolari, di una disciplina che le impone orari, tabelle e una costanza quotidiana.
Se le si chiede che cosa unisca matematica e corsa, Elena non ha dubbi: il filo comune è il rigore. Nello studio è il rigore della dimostrazione, la logica interna che lega tra loro gli enti matematici e permette di arrivare a un teorema intrecciando proprietà diverse. In pista è il rigore di uno sport in cui, sulle distanze brevi che la vedono protagonista, il risultato si gioca spesso sui centesimi di secondo e nulla può essere lasciato al caso. La affascina la lotta contro il tempo e contro i propri limiti, quel binomio gambe-testa che a volte lavora all’unisono e altre volte la costringe a confrontarsi con paure e resistenze.
Nell’aula di matematica, questa esperienza si traduce in un modo particolare di guardare agli studenti. Elena riconosce che non è semplice rapportarsi agli adolescenti, coglierne le esigenze, trovare le parole giuste per suscitare curiosità. Sa bene quanto la matematica sia spesso percepita come materia distante, inutile o scollegata dalla realtà. Per questo cerca di spostare l’attenzione dall’utilità immediata dei singoli argomenti al metodo con cui li si affronta: le domande che ci si pone di fronte a un problema, la ricerca di strategie, il confronto fra soluzioni possibili. È convinta che questo approccio possa essere d’aiuto anche fuori dalla scuola, quando ci si trova a gestire le difficoltà della vita quotidiana.
Guardando al futuro, Elena non si accontenta della sicurezza del posto fisso. Nel lavoro sente la necessità di continuare a migliorarsi, di cercare un contesto in cui poter valorizzare le proprie potenzialità, mantenendo viva la voglia di imparare. In atletica, nel frattempo, si allena con impegno per realizzare un piccolo sogno personale, che preferisce non rivelare: in questo caso il pragmatismo della matematica lascia spazio a un pizzico di scaramanzia, tipica di chi sa quanto conti anche la componente mentale nella prestazione sportiva.
Nel suo modo di raccontarsi emerge anche uno sguardo attento sui ragazzi. Le dispiace sentire che qualcuno abbandona lo sport o altre passioni perché “la scuola occupa troppo tempo libero”. Dal suo punto di vista, spesso il tempo viene organizzato meglio proprio da chi sa di doversi dividere tra impegni diversi: una passione forte dà ritmo alle giornate, aiuta a costruire una disciplina che poi torna utile in ogni ambito. Il messaggio che desidera lasciare ai più giovani è chiaro: non bisogna avere paura della fatica, né cercare sempre risultati immediati con il minimo sforzo. C’è un valore nel saper aspettare, nel lottare per ottenere qualcosa, anche quando si ha la sensazione che agli occhi degli altri quel traguardo possa sembrare piccolo o persino ridicolo.
In questo intreccio di studi, allenamenti e scelte quotidiane, la storia di Elena Busetti diventa uno dei tanti volti con cui Farra di Soligo racconta se stessa: un territorio in cui la determinazione non rinuncia al sogno e dove una giovane docente-atleta continua a misurarsi, ogni giorno, con la voglia di superare i propri limiti.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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