A Miane, tra colline coltivate e piccole aziende di famiglia, c’è una realtà che ha trasformato la maglieria di paese in un linguaggio internazionale. È la Carella Srl, casa del marchio Tonet, che da queste strade raggiunge oggi boutique di oltre venti Paesi, portando con sé un’idea di fashion radicato nel territorio ma capace di dialogare con il mondo.
In un’intervista, Stefano Teso, che affianca i genitori nella guida dell’azienda, sintetizza così la filosofia del marchio: ciò che conta davvero è riuscire a dare un’emozione a chi indossa un capo. Non basta più parlare di qualità e di efficienza produttiva: in un settore che vive di proiezioni sul futuro, l’obiettivo è raccontare i valori che circondano il prodotto non tanto con le parole, quanto attraverso sensazioni, colori e materie che parlano da sole. A garantire questa coerenza è anche un gesto rimasto immutato nel tempo: Lella Tonet, mamma di Stefano, prova personalmente ogni modello prima di inserirlo in collezione. Se un capo emoziona lei, spiegano in azienda, ha buone possibilità di emozionare anche le clienti.
Se in passato è stata soprattutto la qualità artigianale a permettere a Tonet di arrivare lontano, oggi la famiglia sottolinea come si stia aprendo una fase nuova, da interpretare in fretta anche a livello locale. Si parla molto di Made in Italy, osserva Teso, ma non sempre lo si valorizza davvero. Il vero patrimonio del Paese, sostiene, sono le persone che sanno fare e che, grazie all’esperienza, trasformano filati e tessuti in prodotti di alto profilo. Su questo capitale umano l’azienda ha sempre investito, pur senza sentirsi sempre adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Intanto, i concorrenti internazionali si sono fatti più preparati e la stessa Cina, spesso descritta solo come polo di produzione a basso costo, oggi è in grado di proporre anche lusso di qualità, spingendo chi lavora in Italia a rinnovare continuamente il proprio posizionamento.
La storia di Carella Srl e del marchio Tonet affonda le radici negli anni Sessanta e coincide con quella di una famiglia. Tutto comincia quando la mamma di Lella, rientrata da un periodo di lavoro in Svizzera, acquista la prima macchina da maglieria. In quel momento il laboratorio è poco più di un progetto domestico; quando però le figlie entrano in attività, l’impresa cresce e può definirsi a tutti gli effetti un’azienda. Per un periodo Carella lavora come terzista per marchi internazionali, realizzando capi per conto terzi; poi arriva la svolta, con la decisione di firmare collezioni proprie. Secondo il racconto di Stefano, l’ingresso del padre Claudio Teso segna il passaggio a una nuova stagione: è in questi anni che il marchio Tonet si diffonde velocemente all’estero, trovando spazio in mercati sempre più lontani.
Guardando avanti, l’azienda non concentra le proprie riflessioni soltanto sul breve periodo, ma immagina già le stagioni invernali 2023-2024, quando gli effetti della crisi dovrebbero farsi sentire in modo meno pesante. Per quelle collezioni – spiegano da Miane – Tonet, oggi presente in oltre venti Paesi, punterà ancora di più a rispondere alle esigenze specifiche dei singoli mercati, lavorando su palette cromatiche e proposte mirate, capaci di dialogare con sensibilità e gusti diversi senza perdere l’identità del marchio.
Sul fronte della distribuzione, la famiglia resta convinta che il futuro non sia solo digitale. Pur riconoscendo la forza dell’e-commerce, in azienda si respira fiducia nel ritorno del retail tradizionale. L’esperienza quotidiana suggerisce che molte persone abbiano voglia di tornare in boutique, indossare i capi, toccarne la consistenza, confrontarsi con chi li presenta. Il negozio fisico, per un brand che lavora molto sulle materie e sul comfort, resta un luogo insostituibile di relazione e di racconto.
Un altro asse portante del lavoro di Carella e Tonet è quello della sostenibilità ambientale. Stefano Teso sottolinea come nel mondo del fashion non si parli ancora abbastanza di ecologia, nonostante gli impatti del settore siano evidenti. Esistono grandi marchi internazionali che non hanno ancora intrapreso cambiamenti significativi, accanto a piccole e medie realtà – come quella di Miane – che investono già da tempo in questa direzione, cercando di coniugare cura dei materiali, produzione responsabile e rispetto per il territorio in cui operano.
Per chi attraversa Miane e le colline della Vallata, conoscere la storia di Carella Srl e del marchio Tonet significa scoprire un volto meno evidente ma decisivo di questo territorio: quello di un saper fare tessile che, partito da una macchina da maglieria in una casa di paese, è arrivato nel mondo senza rinunciare all’idea di moda come emozione, attenzione artigianale e responsabilità verso l’ambiente.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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