Molinetto della Croda: dove il tempo scorre con l’acqua

Nel cuore delle colline che circondano il comune di Refrontolo, si trova il Molinetto della Croda, un luogo che va ben oltre la semplice cartolina panoramica. Qui ogni dettaglio racconta una storia di comunità, ingegno e passione: la bellezza naturale e architettonica del mulino è amplificata dal legame vivo tra il sito e le persone che lo custodiscono. Come segnalato in un recente articolo, non sorprende che le famiglie locali lo considerino non solo un attrattore turistico, ma una parte vera e propria del tessuto sociale del paese

Parlare del Molinetto significa tornare indietro nel tempo: appare costruito intorno al 1630, anche se ci sono tracce che suggeriscono una presenza ancora più remota. Per secoli ha funzionato grazie all’energia del piccolo torrente che vi scorre accanto, trasformando il lavoro dei mugnai in parte essenziale della vita locale. In quegli anni il mulino non era solo una macchina, ma un crocevia di relazioni: chi portava il mais, chi lo macinava, e nel mezzo infinite chiacchiere, un bicchiere di vino, una partita a carte.

Un aspetto affascinante è il meccanismo che ancora oggi si può osservare: la ruota non tocca l’acqua placida del laghetto sottostante, ma è il peso dell’acqua che cade, attraverso una canaletta, a imprimere il moto. Una soluzione ingegnosa, tipica dei mulini “di montagna”, che richiama meraviglia anche nei visitatori più giovani.

Visitare il Molinetto della Croda non significa soltanto ammirare una struttura ben conservata, ma immergersi in un ambiente dove la cura è collettiva: volontari che risistemano le staccionate, altre persone che nutrono le anatre nel laghetto, chi guida i visitatori mostrandogli la macina e spiegando come un tempo si ricavava la farina. È questo spirito fatto di gesti piccoli e continui a costituire la vera magia del luogo.

Il sito ha infatti raggiunto notorietà – comparendo come set cinematografico e location per eventi – ma senza perdere l’anima del mulino di comunità. Non è solo “luogo da foto”, ma “luogo da vivere”.

Immaginatevi una passeggiata lenta tra le fronde degli alberi, il gorgoglio dell’acqua, la vecchia ruota che gira, il profumo della polenta macinata come una volta. Andare al Molinetto della Croda è prendere tempo: sedersi accanto al laghetto, osservare l’acqua che cade, chiedere al volontario di turno come funzionava la macina. È perfetto per chi desidera una visita rilassata, in contatto col paesaggio e con la storia viva del Veneto.

Per ottenere il meglio dell’esperienza, è consigliato scegliere un pomeriggio limpido (la luce al tramonto valorizza i toni caldi del legno e dell’acqua), indossare scarpe comode e magari portare un thermos o una merenda: il luogo invita alla sosta. Se possibile, arrivare all’orario in cui i volontari sono presenti e aperti alla spiegazione rende tutto più coinvolgente.

Il Molinetto della Croda è una tappa che si sposa ottimamente a un weekend tra vino e colline: dopo la visita si può proseguire alla scoperta delle cantine di Refrontolo, assaporare un calice di Prosecco o una scarpetta di vin santo. In questo modo la visita diventa un’esperienza a tutto tondo, tra natura, storia e convivialità.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts