Chi arriva a Revine e attraversa il ponte sul torrente Sora incontra subito un luogo che racconta un secolo di vita di paese: il Bar al Ponte. Qui, dove nel 1919 aprì la storica “Osteria al Ponte” in una Sinistra Piave ancora segnata dalla Grande Guerra, oggi si celebra il traguardo dei cento anni senza che si sia perso lo spirito delle origini.
Il locale, affacciato sul ponte, è rimasto per generazioni il bar del paese, punto di incontro per chi vive a Revine e per chi ci passa. Da cinque anni la gestione è affidata ad Andrea Bernardi e alla moglie Giulia Fioretti, discendenti del fondatore “Cagno” Bernardi: una continuità familiare che lega il presente a quella prima licenza del primo dopoguerra.
Tra i ricordi che si tramandano c’è anche un soprannome affettuoso: un tempo non si diceva “andiamo al Ponte”, ma “andiamo dalla Mora”, la moglie del fondatore, diventata nel parlare comune quasi più famosa dell’osteria stessa. È un dettaglio che restituisce l’atmosfera delle vecchie osterie, dove il rapporto umano contava quanto il bicchiere riempito al banco.
Per il centesimo compleanno del locale la comunità si è ritrovata qui: avventori abituali, famiglie del borgo, ex gestori e il sindaco Massimo Magagnin, presente per portare il saluto dell’amministrazione a questo piccolo “monumento” della socialità revinese.
Oggi il Bar al Ponte apre alle 6.30 del mattino e chiude alle 22: dalle colazioni ai pranzi veloci, dagli aperitivi al calice della sera, Andrea e Giulia accolgono clienti e viaggiatori con la stessa filosofia di sempre, riassunta nella loro formula: “vin bon a pochi schei”. Una promessa semplice, che sembra pronta ad accompagnare il bar anche nei prossimi cent’anni.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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