Se arrivi a Revine Lago con la bici al seguito, il punto di partenza ideale per esplorare il territorio oggi è una striscia d’asfalto nuova di zecca che corre tra via Mellere e via Selve. È il primo tratto della pista ciclabile “La Piave”, inaugurato nel giugno 2023 con un taglio del nastro tutto “green”, accompagnato dai canti popolari dei Revinot e dalla benedizione del parroco, don Angelino Granziera. Un gesto simbolico che racconta bene lo spirito dell’opera: unire mobilità dolce, sicurezza e valorizzazione del paesaggio.
Per capire questa ciclabile bisogna fare un passo indietro, agli anni tra il 2017 e il 2018, quando al Bim Piave Treviso – consorzio di cui Revine Lago fa parte – nasce l’idea di destinare fondi ai 34 Comuni associati per creare nuovi collegamenti dedicati ai cicloturisti che scendono dal Bellunese lungo l’itinerario Monaco–Venezia. Da qui prende forma il progetto “La Piave”: un percorso alternativo che, invece di seguire il Livenza, invita a deviare attraverso la Vallata e il Soligo, fino a raggiungere il grande fiume sacro alla patria. Una ciclabile pensata non solo come infrastruttura, ma come filo che cucirà assieme aziende agricole, colline, borghi e patrimoni naturalistici, culturali ed enogastronomici.


Il tratto già percorribile è breve, ma significativo. Il sindaco di Revine Lago, Massimo Magagnin, lo definisce “un passo verso la sostenibilità ecologica” al termine di un percorso amministrativo non semplice. Nel suo intervento invita in particolare i ciclisti dotati di gravel o mountain bike a scegliere la nuova pista al posto della vicina Strada provinciale, riducendo i rischi lungo la carreggiata e, allo stesso tempo, a prendersene cura come di un bene comune. Il primo stralcio diventa così una sorta di biglietto da visita: un assaggio del tracciato futuro e un invito concreto a cambiare abitudini di spostamento.


Guardando la mappa, il disegno completo della ciclabile “La Piave” è già chiaro. Una volta ultimata, partirà dalla piazza di Longhere, nel Comune di Vittorio Veneto. Il secondo stralcio, già in fase di avvio, scenderà fino al Lavatoio di Lame, mentre il terzo collegherà i laghi di Revine e Santa Maria al territorio di Cison di Valmarino. Il primo tratto aperto al pubblico non è quindi un segmento isolato, ma il tassello iniziale di un itinerario che, nel tempo, permetterà di muoversi in continuità tra città, frazioni, specchi d’acqua e colline, seguendo un percorso dedicato a chi viaggia a ritmo lento.


Dietro a questi 600 metri di pista c’è un investimento complessivo di 150 mila euro, di cui 100 mila messi a disposizione proprio dal Consorzio Bim Piave. La presidente Cristina Da Soller, sindaco di Cison di Valmarino, parla di una vera “messa a terra” dei contributi: le risorse non restano sulla carta, ma si trasformano in opere concrete, pensate per i cittadini e per i turisti che scelgono sempre più spesso le colline come meta di vacanza in bici o a piedi. Ogni tratto realizzato aggiunge un tassello alla rete di collegamenti che sta ridisegnando, in chiave sostenibile, la mobilità dell’Alta Marca.
All’inaugurazione, accanto all’amministrazione comunale, intervengono anche Provincia e Regione, segno che la ciclabile si inserisce in un quadro più ampio. Il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, legge l’opera come uno dei “piccoli tasselli di un mosaico” che vede il territorio ai primi posti per mobilità dolce, sostenibilità, attrattività turistica e valorizzazione delle comunità locali. Il consigliere regionale Roberto Bet ricorda che in Veneto oggi si contano oltre 8 mila chilometri di piste ciclabili: una grande scommessa turistica che, nei prossimi anni, potrebbe avvicinarsi al milione di presenze. In questo scenario, il segmento di Revine Lago è un tratto minimo sulla carta, ma promette un indotto economico e turistico importante per il paese.
Lo sguardo si allarga poi all’Europa, attraverso le parole dell’europarlamentare vittoriese Gianantonio Da Re, che colloca “La Piave” nelle politiche comunitarie a favore di una viabilità alternativa e verde. La pista viene definita non solo un’infrastruttura turistica, ma anche un’opera di sicurezza: tutela il pedone e il ciclista, offrendo un’alternativa protetta alla strada carrabile. Il deputato e sindaco di Tarzo, Gianangelo Bof, coglie l’occasione per ricordare come spesso si fatichi ad apprezzare ciò che si ha vicino: percorsi e colline che chi abita qui può riscoprire per primo, a patto di investire davvero sull’ambiente, pulendo i corsi d’acqua, curando i territori e rendendoli fruibili.
A raccontare il cambiamento nel paesaggio interviene anche l’architetto Eros Barazza, progettista e direttore dei lavori. Sottolinea come la ciclabile sia stata realizzata in un’area quasi abbandonata, trasformando uno spazio marginale in un corridoio di passaggio e di sosta. Il tratto inaugurato, ricorda, collega tra loro piccoli segmenti che già esistevano e nasce proprio dalla volontà di includere l’intero Comune in un unico disegno, fino ad agganciarlo al territorio di Vittorio Veneto. In sella alla bici, oggi, quel che un tempo era un angolo dimenticato diventa una traiettoria privilegiata per entrare, con calma, nel paesaggio della Vallata e dei laghi di Revine, seguendo passo dopo passo – o pedalata dopo pedalata – il filo della nuova pista “La Piave”.
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