Nel cuore del comune di San Vendemiano, tra le colline del Prosecco, patrimonio dell’umanità UNESCO, si trovano due chiese che raccontano storie di fede, arte e cultura: la chiesa di San Vendemiano e la chiesa di San Pietro in Vincoli a Zoppè.
La chiesa di San Vendemiano, filiale della pieve di San Fior, fu elevata a parrocchia nel XV secolo. L’attuale edificio, progettato dall’architetto Antonio De Boni nel 1793, presenta uno stile tardo-barocco con influenze neoclassiche. All’interno, spicca la pala del Cristo morto in gloria sorretto da angeli e san Vendemiale tra i santi Girolamo e Liberale, realizzata nel 1549 da Gian Pietro Silvio. In questa opera, san Vendemiale indica con un ampio gesto la visione celeste dell’Imago Pietatis, una rappresentazione iconografica dell’Angelpietà. Secondo il professor Giorgio Fossaluzza, il committente di questo dipinto potrebbe essere stato il presbitero Girolamo Fenaroli, poeta alla corte del cardinale Alessandro Farnese e membro dell’Accademia della Fama a Venezia. Fenarioli era noto per le sue “rime piene di forza e di leggiadria” e per i suoi legami con intellettuali dell’epoca.
Anche la chiesa di San Pietro in Vincoli a Zoppè, filiale della pieve di San Fior, ha una storia ricca e articolata. L’antica chiesa, con un solo altare, sorgeva in località Palù ed era affrescata dal pittore lotaringio Giovanni di Francia nel 1462. L’attuale edificio, costruito nel 1589 e consacrato nel 1615, è stato arricchito nel corso dei secoli con opere d’arte che testimoniano il profondo legame della comunità con la propria fede. Nel XVIII secolo, fu realizzato un altare settecentesco dedicato a San Gregorio Magno, con una pala del 1601 che lo raffigura in trono tra i santi Benedetto e Agostino. Questa rappresentazione simboleggia un “dialogo dottrinale” tra Gregorio I, Benedetto da Norcia e Agostino di Ippona, tre figure centrali nella storia della Chiesa e della teologia occidentale.
Le chiese di San Vendemiano e Zoppè sono esempi significativi di come la fede, l’arte e la teologia si siano intrecciate nel corso dei secoli, dando vita a luoghi di culto che non solo testimoniano la devozione religiosa, ma anche la cultura e l’intellettualità delle comunità locali. Visitandole, si ha l’opportunità di immergersi in un patrimonio ricco di storia e spiritualità, scoprendo opere d’arte che raccontano le storie di chi le ha commissionate e di chi le ha realizzate.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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