A San Vendemiano capita ancora, in certi giorni di inizio estate, di vedere un gregge attraversare lentamente la campagna, seguito da alcuni cani attenti e da un pastore che conosce a memoria i sentieri. Il fenomeno della transumanza continua a conservare un che di straordinario, anche se appartiene a un mestiere antichissimo. A portarlo avanti è Loris Carlet, pastore del paese, che ancora una volta è partito con le sue pecore per la transumanza primaverile, attirando gli sguardi di chi lo incontra lungo la strada.
La nuova partenza è avvenuta all’alba di venerdì 3 giugno, quando il gregge ha lasciato la pianura per salire verso il monte Castelir. L’itinerario segue un tracciato che passa per la frazione di Sarmede di Montaner, attraversa i borghi di Chiari e Rugoletto e risale con passo regolare verso i pascoli d’altura. Nel corso degli ultimi mesi il gregge si è ingrandito fino a raggiungere le trecento pecore, accompagnate da sei cani che aiutano il pastore a guidare e controllare gli spostamenti.


Carlet non è nuovo a queste migrazioni stagionali. Già nel dicembre precedente aveva fatto parlare di sé scendendo dal monte Castelir verso la pianura in pieno periodo natalizio, alla ricerca di nuovi pascoli per gli animali. La sua storia di pastore, racconta, è iniziata quasi per caso nel 2004, quando un pastore di passaggio gli regalò un agnellino. Ne arrivò poi un secondo, e via via altri, fino a formare un primo piccolo gregge di una ventina di capi. Da allora il numero delle pecore è cresciuto insieme all’esperienza, e la transumanza è diventata lo schema naturale delle stagioni.
La preparazione al viaggio comincia settimane prima della partenza. Quest’anno Loris si è fatto affiancare da un amico tosatore neozelandese per occuparsi della tosatura, lavoro lungo e impegnativo ma necessario per affrontare i mesi in quota. Alleggerite del vello invernale, le pecore sono pronte a riprendere il cammino lungo i sentieri che portano ai prati d’alpeggio. Sul monte Castelir il pastore trascorrerà alcuni mesi, seguendo i percorsi abituali, tenendo puliti i prati e il sottobosco con il pascolo controllato e coltivando l’idea di allargare ancora il gregge, magari esplorando con gli animali anche altre montagne.


Non tutte le pecore, però, possono affrontare il viaggio. A San Vendemiano, in via Calpena, è rimasto un piccolo ricovero in legno che ospita gli animali più fragili: le pecore che hanno avuto difficoltà durante il parto o che, per altri motivi, non sono in grado di seguire il resto del gregge. Loris lo definisce il suo “ospedale al bisogno”, un luogo semplice ma essenziale per garantire cure e riposo a chi ne ha più bisogno.
Proprio lungo via Calpena alcuni artisti hanno voluto interpretare la transumanza con disegni e installazioni, trasformando il passaggio del gregge in spunto creativo. È il segno di come uno dei mestieri più antichi continui ancora oggi a ispirare chi vive sul territorio. Il cammino di Loris Carlet e delle sue pecore non è solo una scena d’altri tempi, ma un tassello vivo del paesaggio rurale, che ricorda a chi lo osserva il legame stretto tra persone, animali e montagna.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: per gentile concessione di un lettore).
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