Domenica 12 marzo, già dalle 7.30, l’arrivo davanti alla Cantina Conte Collalto aveva l’aria delle mattine speciali: gruppi con lo zaino leggero, famiglie, camminatori abituali e curiosi pronti a mettersi in movimento. La Marcia dei Castelli, marcia non competitiva, ha superato ogni aspettativa e ha portato in strada più di 9.000 persone, diventando la prima grande passeggiata sulle colline del Prosecco dopo la nomina UNESCO.
Il bello è che ognuno ha potuto scegliere il proprio passo. I percorsi erano tre, da 7, 13 o 19 chilometri, con l’aggiunta del percorso baby da 4 chilometri. Tra chi la conosce bene c’è Antonio Cenedese, per tutti Tony Roccia, figura storica per il territorio, che ha riassunto così la giornata: “un trionfo di partecipanti”. E, lungo il cammino, non si è trattato solo di macinare chilometri. Il tracciato ha accompagnato i partecipanti verso luoghi molto particolari, come l’Abbazia di San Daniele e il Colle della Tombola, in un contesto naturale di grande interesse, dove si incontra anche il Tombolino, il secolare ippocastano che veglia sul colle. La marcia è arrivata fino a Col di Guarda, indicato come il punto più alto delle colline suseganesi.


A rendere l’edizione ancora più riconoscibile ci hanno pensato le novità firmate Cantina Conte Collalto. Prima di tutto il percorso, che ha attraversato vigneti e proprietà boschive appartenenti alla principessa Isabella Collalto de Croÿ. Poi due premi nuovi, pensati per dare un tocco in più alla festa. Il riconoscimento al “gruppo di donne più numeroso” è stato legato a una Magnum Violette, un Rosé Spumante Extra-Dry prodotto da uve Manzoni Moscato, incrocio tra Raboso Piave e Moscato d’Amburgo. È anche un omaggio di famiglia: Violette è il nome della figlia della principessa.
Il secondo premio, dedicato al “gruppo storico” che può vantare più anni di partecipazione, è stato invece una Magnum di Rambaldo, riserva e vino simbolo della cantina. Il nome rimanda al conte Rambaldo VIII, a cui viene attribuita la costruzione, nel XIII secolo, del castello di San Salvatore. Anche qui la storia entra nel bicchiere: il blend di Cabernet, Merlot e Refosco richiama la lunga tradizione di viticoltura dei Collalto, già raccontata nei secoli.


Del resto, la marcia vive anche del legame con chi queste colline le custodisce e le coltiva. L’Azienda Agricola Conte Collalto nel 2024 festeggerà 120 anni di attività, ed è citata come una delle realtà vitivinicole italiane più antiche. Nell’articolo si ricorda anche che, secondo Wired, l’azienda è indicata all’ottavo posto in una classifica mondiale delle 50 aziende più antiche ancora in attività. E lo sguardo va ancora più indietro: la dinastia Collalto compare in documenti ufficiali dal 958, mentre la produzione vinicola è documentata già prima del 1300. Dal 2007 la guida dell’azienda è in mano alla principessa Isabella Collalto de Croÿ, con un’attenzione dichiarata a sostenibilità, energie rinnovabili e biodiversità locale. A sottolineare il valore simbolico dell’edizione è stato anche l’assessore comunale Daniele Chiesurin, ricordando che si tratta della prima marcia sulle colline del Prosecco dopo la nomina UNESCO.
Alla fine, oltre ai numeri, resta l’immagine di un’organizzazione rodata. Sono stati 61 i gruppi premiati, con una macchina di volontariato che ha retto l’onda lunga dei partecipanti: 200 volontari hanno distribuito panini, bibite e frutta lungo il percorso. Il riconoscimento per il gruppo più numeroso è andato alla Fuel To Run.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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