Chi sale verso Arfanta, frazione di Tarzo a4acciata sulle colline, si accorge presto che qui il paesaggio fa la sua parte: vigneti, boschi, scorci profondi verso la pianura. Ma basta arrivare all’Albergo Ristorante “Da Tullio” per capire che la vista, da sola, non basta a spiegare il perché questo sia diventato un punto di riferimento per chi cerca una sosta tra cucina di tradizione e accoglienza familiare. È l’unico ristorante della frazione e, da più di sessant’anni, porta avanti una storia che intreccia lavoro, ospitalità e sapori di casa.
Tutto comincia nel 1958, quando Anna Maria e Tullio, da poco sposi, decidono di aprire un negozio di alimentari. Nessuno dei due poteva immaginare che quelle colline, allora semplicemente “casa”, sarebbero diventate un giorno la Core Zone delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Unesco. Nel frattempo, però, i turisti cominciano ad arrivare, incuriositi dal panorama e dal clima più fresco rispetto alla pianura, e quasi tutti fanno la stessa domanda: «Non si può mangiare qualcosa?».
Così, nel 1968, arriva l’intuizione che cambia il destino del locale. «Abbiamo deciso di realizzare un caminetto per cucinare la carne, e da lì è iniziato tutto il resto», ricorda Anna Maria. Il piccolo alimentari di paese si trasforma piano piano in trattoria, poi in ristorante, mantenendo però quell’impronta semplice e genuina che ancora oggi si respira entrando in sala: il profumo dello spiedo che gira, il legno scuro, il caminetto che d’inverno diventa il cuore del locale.
La cucina si muove nel solco delle ricette più radicate della zona – spiedo, carne alla griglia, piatti di stagione – ma non rinuncia a qualche “firma” personale. Il motto di casa è che i piatti migliori siano quelli preferiti da chi li prepara, e non è un caso se, nel racconto scelto per rappresentare il ristorante, il protagonista diventa un fuori menù: le lumache al tegamino.
È Roberto Pilat, figlio di Anna Maria e Tullio e oggi alla guida del ristorante insieme alla sorella Nadia, a spiegare come sono entrate in carta. Ogni anno, al rientro dalle ferie, racconta di concedersi una tappa fissa in un locale dove andava apposta a mangiare le lumache; da quella consuetudine è nata l’idea di proporle anche ad Arfanta. «Un giorno ho deciso di inserirle nel nostro menù», spiega. Da allora sono diventate una delle specialità più richieste.
Le lumache al tegamino di “Da Tullio” hanno un carattere deciso. Finiscono in una casseruola di terracotta a gratinare nel burro, arricchito da un mix di spezie che negli anni Roberto ha messo a punto in modo personale, calibrando dosi e abbinamenti fino a trovare l’equilibrio giusto. L’aroma che ne esce è intenso ma armonico, e il piatto viene servito fumante, accompagnato da pane per raccogliere fino all’ultima traccia del condimento. È uno di quei sapori che restano impressi e che molti clienti associano, nel ricordo, al panorama che si apre dalle finestre della sala.
Nel 1972 la famiglia compie un ulteriore passo, costruendo le camere al piano superiore. L’idea è offrire a chi arriva ad Arfanta non solo un buon pranzo o una cena, ma la possibilità di fermarsi per la notte e ripartire con calma. Le stanze vengono completamente ristrutturate nel 2015, adottando uno stile moderno e curato che “stacca” volutamente dall’atmosfera più casalinga del ristorante. Ogni camera porta il nome di una cantina del territorio, creando un piccolo filo narrativo tra ospitalità e mondo del vino.
Oggi l’albergo ristorante “Da Tullio” o4re al viaggiatore un’esperienza completa. Non mancano gli ospiti di passaggio sulla direttrice Venezia–Monaco, che scelgono Arfanta come tappa intermedia, ma il grosso della clientela resta quello dei trevigiani e, più in generale, dei residenti della zona che in estate salgono quassù per trovare sollievo dal caldo della pianura. In inverno, invece, il richiamo è tutto per il caminetto acceso: un punto di ritrovo dove assaggiare i piatti della tradizione e, magari, sedersi nella terrazza esterna nelle giornate limpide, quando lo sguardo arriva fino al Carso.
“Da Tullio” è uno di quei luoghi che raccontano bene il rapporto tra paesaggio e accoglienza: un ristorante nato da un piccolo negozio di alimentari, cresciuto ascoltando le richieste dei clienti, capace di conservare un’anima familiare pur aprendosi al turismo e alla modernità. Le lumache al tegamino, lo spiedo al fuoco vivo, le camere intitolate alle cantine sono tasselli di una storia che continua, sospesa tra le colline di Arfanta e le strade che le collegano al resto del mondo.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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