A San Vito, davanti alle ex scuole elementari della frazione di Valdobbiadene, c’è una struttura che sta attirando sguardi e domande. Sta prendendo forma il futuro agriturismo Prà dell’Ort della famiglia Stramare Bortolomiol, con inaugurazione prevista prima dell’estate 2025.


L’idea nasce anche da un’esigenza concreta: in un territorio sempre più frequentato dai visitatori delle Colline del Prosecco Superiore Patrimonio UNESCO, mancava una proposta ricettiva capace di offrire servizi di livello alto, ormai richiesti soprattutto da un turismo internazionale.


La nuova struttura punterà su numeri contenuti e su un’impostazione curata. Sono previste nove camere, tra cui due suite con idromassaggio interno, e cinque matrimoniali standard utilizzabili anche come singole. Ogni stanza è pensata per essere diversa dalle altre, con uno stile moderno che però non cancella l’anima del casale: restano protagonisti i dettagli rustici, come le travi a vista e i pavimenti in legno, valorizzati senza forzature. La presenza della suite con idromassaggio personale in camera viene indicata come un elemento raro per l’ospitalità valdobbiadenese, proprio perché risponde a una richiesta che negli anni è arrivata spesso, in particolare da parte dei turisti stranieri.


L’accoglienza sarà impostata in modo essenziale ma ben calibrato: l’agriturismo offrirà solo la prima colazione, lasciando però agli ospiti la possibilità di fermarsi per una degustazione, con calici di Valdobbiadene DOCG della cantina di famiglia Spumanti Gemin. A completare il quadro c’è una componente che, qui, fa davvero la differenza: un’area che viene descritta come da Wine Resort, con zona benessere affacciata sul vigneto e una piscina esterna da cui si potrà osservare il panorama. All’interno dell’area wellness sono previste una piscina riscaldata con idrogetti, una sauna mediterranea, una doccia emozionale con cromoterapia e un bagno turco. Al secondo piano, invece, è prevista un’area relax con vista sui vigneti, pensata per fermarsi con una tisana o con un altro calice di DOCG quando la giornata chiede una pausa più lenta.
Fuori dall’area benessere resta un dettaglio che racconta molto più di quanto sembri: un antico pozzo, indicato come testimone di un passato fatto di sacrifici e lavoro duro, da cui è nato il benessere di oggi. Nelle intenzioni, questa riqualificazione vuole avere un impatto anche sulla frazione: la struttura viene presentata come un intervento capace di valorizzare San Vito, luogo che la tradizione ricorda anche per aver dato i natali a papa Benedetto XI. E poi c’è lo sguardo, quello che in queste colline conta sempre: dalle camere si potrà spaziare tra filari e vigneti, fino alle piccole aree boschive, come la montagna del Perlo, e ai borghi tipici che punteggiano il paesaggio.
Anche a colazione l’idea è di restare fedeli al territorio. Oltre ai vini Spumanti Gemin, Prà dell’Ort intende valorizzare prodotti locali come il miele del Grappa, i formaggi del Monte Cesen, le piccole produzioni valdobbiadenesi, insieme a insaccati, conserve, pane fresco, biscotti, sfogliatine e yogurt realizzato con latte di alta qualità delle aziende agricole della zona. Con questa impostazione, la struttura si propone anche come luogo adatto a eventi esclusivi durante tutto l’anno, sfruttando la combinazione tra accoglienza, paesaggio e servizi.
La storia del casale spiega bene perché questo progetto non suona “nuovo” in senso artificiale. L’edificio risale al XIX secolo e appartiene alla famiglia Bortolomiol da oltre 100 anni. Il recupero è stato impostato in modo radicale, dalle basi alle pareti, ma con l’intenzione di mantenere i tratti rustici e storici. Nel catasto austro-ungarico dell’Ottocento si legge che casale e vigneti sono passati di generazione in generazione senza frammentazioni, e insieme compare anche un piccolo appezzamento chiamato “orto”, usato un tempo per il sostentamento delle famiglie. Proprio perché quell’orto è sempre stato parte integrante della proprietà, la stradina che porta al casale porta ancora oggi un nome che è già una dichiarazione d’identità: via Prà dell’Ort.
La decisione di rimettere mano all’edificio arriva nel settembre 2022: la famiglia racconta di aver avviato il restauro con l’obiettivo di creare un luogo dove clienti e amici possano vivere un’esperienza a contatto con natura, benessere e cantina, affiancando la realtà di Spumanti Gemin. E qui riaffiora un altro passaggio importante: già nel 1978 la cantina aveva integrato il marchio con l’azienda agricola chiamata Prà dell’Ort, con cui produce una limitata produzione di Valdobbiadene DOCG Prà dell’Ort Extra Dry e Brut, grazie a sei ettari che si estendono proprio davanti al casale. Un modo coerente per chiudere il cerchio: recuperare una casa di famiglia e trasformarla in un luogo dove ospitalità e vigna parlano la stessa lingua.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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