Nelle Colline UNESCO di Conegliano e Valdobbiadene, le limitazioni introdotte dal nuovo Dpcm hanno cambiato in fretta abitudini e orari, soprattutto per chi vive il territorio la sera. Proprio da qui nasce una proposta che prova a non spegnere del tutto il piacere di concedersi una cena fuori, trasformandola in un’esperienza più completa e, soprattutto, più semplice da gestire.
A lanciarla è l’Hotel Diana di Valdobbiadene, con un pacchetto chiamato Ristonanna. L’idea, spiega il direttore Sauro Spagnol, è maturata poco dopo l’annuncio del decreto, quando è diventato chiaro che le colline si sarebbero potute vivere “in maniera molto limitata”, anche per via della chiusura dei locali e dei ristoranti alle ore 18, con un impatto diretto su quel turismo che stava “invadendo positivamente” il paesaggio. Il pacchetto è pensato per chi desidera cenare in zona per un’occasione speciale, ma anche per chi ha semplicemente voglia di ritagliarsi un sabato sera tra vigne e colline.
Dentro Ristonanna rientrano situazioni diverse: un anniversario, un compleanno, oppure una cena romantica che non si vuole rimandare. La formula è lineare: si arriva in hotel, si cena nella struttura con un menù da tre o quattro portate di cucina a chilometro zero, stagionale e tradizionale, ma con un tocco contemporaneo; poi, con una spesa “poco superiore” a quella di una cena per due, ci si può fermare a dormire in hotel.
C’è anche un dettaglio pratico che qui conta molto: la sicurezza. Spagnol sottolinea la possibilità di vivere la serata con maggiore tranquillità, soprattutto dopo una degustazione, perché una volta finita la cena non serve rimettersi in auto: si resta lì e basta, con la prudenza alla guida che diventa una preoccupazione in meno. Il giorno dopo, l’hotel propone un tour in cantina con degustazione e, a seguire, l’idea di completare l’esperienza con un pranzo legato ai piatti del territorio.
Il senso, in fondo, è far capire che queste colline non si raccontano davvero in mezza giornata. Con Ristonanna, l’Hotel Diana prova a costruire un piccolo “ponte” tra ospitalità e territorio, grazie anche alla collaborazione con ristoranti e cantine della zona. L’obiettivo dichiarato è far vivere un’esperienza completa nonostante i vincoli, arrivando anche a coinvolgere i ristoratori del posto che, quando possibile, potrebbero “spostarsi” in hotel per proporre menù e prodotti locali: un modo concreto per non interrompere il filo tra cucina, vino e paesaggio.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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