Valdobbiadene apre la Fiera: Zaia al taglio del nastro e centro già pieno

A Valdobbiadene, quando parte l’Antica Fiera di San Gregorio, te ne accorgi subito dal ritmo del centro: gente che arriva presto, strade che si riempiono senza fretta, e quell’aria da appuntamento “di casa” che però, ogni anno, riesce a fare numeri importanti. Fin dalle prime ore della mattina il paese si è mosso compatto, con una presenza continua lungo le vie principali, per un evento che qui viene vissuto come un pezzo di identità, legato alla storia agricola del territorio e alla cosiddetta viticoltura eroica delle Rive.

L’inaugurazione ufficiale ha seguito il rito più atteso: il taglio del nastro con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, arrivato per ribadire quanto il Prosecco sia molto più di un’etichetta di successo. Zaia ha richiamato l’esclusività del prodotto e il lavoro “pionieristico” delle Rive, collegando il valore del Conegliano Valdobbiadene DOCG a un effetto concreto sul paesaggio e sull’economia. In poche parole, il senso è chiaro: il turismo porta risorse e rende possibile prendersi cura delle colline, che senza questa filiera avrebbero un destino diverso. Nello stesso passaggio ha ricordato anche un itinerario di 50 chilometri ispirato al Cammino di Santiago, pensato per attraversare vigneti e borghi e leggere il territorio passo dopo passo, senza filtri.

Ad accogliere visitatori ed espositori ci ha pensato il sindaco Luciano Fregonese, sottolineando la collaborazione tra istituzioni, associazioni e privati che permette alla manifestazione di reggere la sua ampiezza. Il messaggio, quest’anno, è stato volutamente essenziale e diretto: proteggere il territorio, valorizzare il lavoro delle persone e sostenere le eccellenze locali, tenendo insieme tradizione e innovazione perché agricoltura, artigianato e commercio restino vivi e competitivi.

Se vuoi capire davvero com’è costruita la fiera, la cosa migliore è muoversi come fanno i locali: un giro largo, senza “saltare” le aree. I circa 300 espositori si distribuiscono tra Piazza Marconi, Villa dei Cedri, Viale Mazzini, Via Garibaldi e Via San Venanzio Fortunato, con un’offerta che va dalle novità per la viticoltura agli attrezzi agricoli e ai macchinari più recenti. In mezzo ci sono anche le bancarelle dei prodotti tipici, quelle che profumano davvero di territorio, e il Quartiere Artigiano curato da Confartigianato, dove la manualità locale torna protagonista senza bisogno di effetti speciali.

Per chi arriva con bambini, uno dei punti più riusciti è quello legato ai laboratori: i Seminsegni di Coldiretti portano in fiera una piccola “vita contadina” fatta di attività e giochi educativi, pensati per spiegare la stagionalità e le proprietà degli alimenti con un linguaggio semplice, ma non banale. È un modo concreto per mettere l’agricoltura al centro anche per i più piccoli, e per ricordare agli adulti che certe cose non sono teoria, ma quotidianità.

E poi c’è la parte che, qui, non si salta quasi mai: quella del gusto e delle eccellenze. Alla Loggia del Municipio trova spazio l’Enoteca dedicata alle migliori produzioni del Conegliano Valdobbiadene DOCG, mentre la Cittadella dei Prodotti Tipici fa da percorso tra piccole produzioni e sapori che raccontano la cucina locale senza scorciatoie. A Villa dei Cedri si incontra anche il Parco della Creatività, dedicato ad arte e hobbistica, e a Palazzo Celestino Piva torna la sedicesima edizione della Cittadella dei Taglienti, che celebra l’arte della forgiatura e un sapere che, in Altamarca, ha radici profonde.

A completare il programma ci sono i convegni promossi dal Consorzio di Tutela e dalle principali associazioni di categoria, con attenzione a agricoltura, turismo e sostenibilità. E, per chi vuole una fiera più leggera, non mancano spettacoli musicali, street food e un luna park pensato per tutta la famiglia. Valdobbiadene, ancora una volta, mostra il suo equilibrio migliore: un paese che festeggia, ma lo fa restando fedele a ciò che lo tiene in piedi.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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