Salendo verso Vidor, il colle del Castello si presenta oggi come un dosso erboso che domina il paese e il Piave. A un primo sguardo può sembrare solo un rilievo come tanti, ma per secoli è stato il cuore del potere locale. La rubrica “Luoghi dimenticati” invita a guardarlo con altri occhi, restituendo valore a un sito che ha avuto un ruolo decisivo nella storia della comunità vidorese.
La scelta di raccontare questo colle non è casuale. In vista della XXVII edizione del Palio, con il tradizionale “Assalto al Castello” in programma il 13 e 14 settembre, l’attenzione torna proprio su questo poggio. È qui che, idealmente, le squadre delle contrade di Vidor, Colbertaldo, Alnè di Sopra, Alnè di Sotto, Bosco e Moriago puntano a conquistare il simbolico maniero durante i festeggiamenti del Settembre Vidorese, trasformando la storia in gioco collettivo e partecipato.
Oggi del castello medievale resta solo un tronco di colonna, collocato nel piazzale del monumento-ossario ai caduti. È un segno discreto, ma importante, che ricorda la presenza dell’antico fortilizio innalzato in posizione strategica, probabilmente poco dopo l’anno Mille, dai signori Da Vidor. Alcuni tratti delle fondamenta delle mura sono emersi durante gli scavi per la costruzione della chiesa-monumento, realizzata intorno al 1923: indizi che permettono di immaginare l’estensione del complesso e il suo ruolo di controllo sul territorio.
Nel corso dei secoli il colle ha visto alternarsi diverse dominazioni. Nel 1246 il castello viene acquistato da Ezzelino da Romano, figura centrale nelle vicende politiche venete del tempo. Pochi anni più tardi, nel 1260, passa sotto il controllo del Comune di Treviso, che attraverso i propri statuti stabilisce anche gli obblighi del capitano di Vidor, legando in modo preciso la gestione del presidio alla città dominante.
Con l’arrivo della dominazione austriaca su Treviso, la vita attorno al colle si fa più difficile. Verso il 1327 il capitano tedesco di stanza al castello di Vidor si rende responsabile di abusi e vessazioni nei confronti della popolazione locale, lasciando un ricordo amaro di quella stagione di governo. Dopo un breve periodo sotto gli Scaligeri, nel 1339 la Serenissima decide di incorporare il capitanato di Vidor nella podesteria di Treviso, inserendo definitivamente il colle e il suo presidio nel sistema difensivo veneziano.
Oggi, chi sale al colle del Castello trova un luogo silenzioso, dove i segni della storia sono affidati soprattutto alla memoria e a pochi resti materiali. Proprio per questo, le iniziative come il Palio e l’“Assalto al Castello” diventano occasioni preziose per far dialogare presente e passato: il colle non è più solo uno sfondo, ma torna a essere un punto di riferimento per comprendere l’identità di Vidor e il legame profondo tra la comunità e il suo paesaggio.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Eventi Venetando)
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