La vite più longeva di Vidor alla scoperta della pianta centenaria di via Soprapiana

In via Soprapiana, nella frazione di Colbertaldo di Vidor, c’è una casa ormai disabitata che custodisce, senza clamore, una piccola rarità del territorio: una vite che, secondo le testimonianze raccolte, potrebbe avere circa 150 anni ed essere la più longeva del Comune. A farla conoscere è stato un post sui social che ha attirato l’attenzione di molti appassionati di storia locale e di viticoltura.

La pianta corre lungo il muro dell’edificio, appoggiandosi alla facciata come una presenza familiare. Francesco Miotto, figlio dell’ex proprietario, oggi 68enne e residente a Montebelluna, ricorda bene quella vite che ha accompagnato la sua giovinezza. Ha vissuto in quella casa dai 14 ai 30 anni e racconta come la pianta fosse già lì da sempre, al punto che anche suo padre, nato nel 1916, la ricordava identica quando era bambino. Un indizio che, incrociato con la storia delle malattie della vite, porta a ipotizzare un’età di un secolo e mezzo.

Questa vite ha superato una delle prove più dure per i vigneti europei: l’infestazione della fillossera, il parassita che, a fine Ottocento, distrusse quasi tutte le vigne dei capostipiti del territorio. Dopo quella crisi, in tutta la zona si passò ai portainnesti americani per evitare il ripetersi della tragedia agricola. La pianta di via Soprapiana, invece, è rimasta al suo posto, sopravvivendo dove quasi tutto il resto fu estirpato o rinnovato.

Secondo Miotto, la longevità di questa vite è legata a più fattori. Anzitutto è isolata e non fa parte di un grande vigneto: questo l’ha probabilmente protetta dalla diffusione dei parassiti che colpiscono più facilmente le coltivazioni estese. In secondo luogo, il terreno della zona è argilloso, caratteristica che potrebbe aver contribuito a creare condizioni meno favorevoli alla fillossera e ad altri agenti patogeni, permettendo alla pianta di sviluppare un apparato radicale robusto e resistente.

La casa, dove i genitori di Francesco hanno abitato fino a circa dodici anni fa, oggi è vuota. La vite, invece, continua a crescere, testimone silenziosa di un modo di coltivare la terra che appartiene alle generazioni di inizio Novecento. Guardandola da vicino, si intuisce come il paesaggio vitato del Vidorese non sia fatto solo di filari ordinati e impianti recenti, ma anche di piante “fuori schema” che raccontano la storia contadina del luogo.

Per chi percorre le strade di Colbertaldo con lo sguardo di una guida locale, questa vite diventa un piccolo punto di sosta ideale in un itinerario tra le colline del Prosecco. È un dettaglio che rischia di passare inosservato, ma che aiuta a capire quanto la tradizione viticola sia radicata qui da generazioni, capace di resistere alle malattie, ai cambiamenti agricoli e perfino all’abbandono di una casa, rimanendo aggrappata a un muro come a un pezzo di memoria viva del territorio.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: per gentile concessione di Dario Bordin).
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