Appeaty, la start up di Vittorio Veneto che porta il menù digitale nelle tavole del territorio

Nel territorio di Vittorio Veneto l’innovazione passa anche attraverso il modo di sedersi a tavola. Tra le aziende nate negli ultimi anni spicca Appeaty, una start up fondata nel 2019 e pensata proprio per semplificare la vita ai ristoratori e ai loro clienti. Il nome si pronuncia “Apetì” e riassume in una parola l’idea di fondo: permettere a chi va al ristorante di ordinare e pagare da casa o dall’ufficio, evitando attese inutili una volta arrivato al locale.

Appeaty si presenta come un’applicazione che digitalizza in modo completo il lavoro del ristorante. Attraverso la piattaforma il locale può trasformare il menù in formato digitale, gestire gli incassi, emettere la certificazione fiscale, inviare fatture e documenti commerciali a ciascun cliente. Per chi si occupa di accoglienza e cucina, questo significa avere in un unico strumento funzioni che normalmente richiederebbero più software diversi, con un risparmio di tempo nella gestione quotidiana.

Dal punto di vista del cliente l’esperienza è altrettanto immediata. Una volta scaricata l’app, è possibile filtrare il menù in base alle proprie preferenze alimentari e alle esigenze specifiche, per esempio intolleranze o scelte vegetariane. Si può ordinare prima ancora di arrivare al ristorante, indicando l’orario di arrivo. Il risultato è un servizio più rapido: la cucina conosce in anticipo le comande e può organizzare con più precisione tempi di preparazione e uscita dei piatti, mentre il cliente si accomoda sapendo che gran parte del lavoro è già stata fatta dietro le quinte.

L’applicazione non si limita però al consumo sul posto. Appeaty integra anche le funzioni di consegna a domicilio e di ritiro in loco, permettendo di ricevere i piatti ordinati direttamente a casa o in ufficio. Per le aziende rappresenta uno strumento utile per gestire il welfare dei dipendenti: invece di ricorrere ai tradizionali buoni pasto, è possibile erogare un budget digitale da utilizzare tramite l’app, con una gestione più trasparente e controllata delle spese legate ai pasti di lavoro.

Dietro Appeaty c’è Kemanji s.r.l., realtà che non si limita a fornire l’app ma propone ai ristoranti un supporto più ampio. Tra i servizi offerti ci sono piani di marketing con consulenze strategiche, gestione contabile, analisi dei valori nutrizionali dei piatti e traduzione dei menù in più lingue, elementi che rendono il locale più accessibile anche a un pubblico internazionale. Tutto viene gestito per via telematica, con un’attenzione particolare alla riduzione della carta, in particolare quella chimica utilizzata per scontrini e comande, con un ritorno positivo in termini di sostenibilità ambientale.

Il ceo e fondatore Ernesto De Marchi definisce Appeaty uno strumento innovativo, efficiente, green e affidabile, pensato per rispondere in modo concreto alle esigenze organizzative della ristorazione, soprattutto dopo il periodo di lockdown che ha costretto molti locali a ripensare tempi, spazi e modalità di servizio. La possibilità di pagare senza contatto diretto, di ridurre al minimo lo scambio di contanti e di documenti cartacei, va nella direzione di una maggiore tutela della salute di clienti e personale, esigenza che resta centrale anche oltre l’emergenza sanitaria.

Per le attività del territorio l’applicazione può rappresentare un’occasione per rinnovarsi e abbracciare in modo graduale le nuove tecnologie, senza rinunciare al rapporto diretto con gli ospiti. Chi visita Vittorio Veneto e sceglie di fermarsi a pranzo o a cena in uno dei locali che hanno adottato Appeaty può sperimentare un servizio più rapido e organizzato, che libera tempo sia per il ristoratore sia per il cliente. In questo modo la pausa al ristorante diventa una tappa ancora più piacevole all’interno di una giornata di lavoro, di un viaggio o di una visita alle colline e ai centri storici dell’Alta Marca.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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