A Vittorio Veneto, chi vuole approfondire la storia di Ceneda e delle sue istituzioni ha oggi un nuovo riferimento concreto, legato a un ritrovamento che ha il sapore della caccia al tesoro archivistica. Nel settembre 2015 il giovane studioso vittoriese Massimo Della Giustina (nella foto) ha individuato in una biblioteca degli Stati Uniti il codice quattrocentesco degli Statuti di Ceneda, del quale, dopo la Prima guerra mondiale, si erano completamente perse le tracce.


Il manoscritto era stato voluto dal vescovo Pietro Lion nel 1474, come copia aggiornata degli antichi statuti ramponiani del 1339, e per oltre quattro secoli ha rappresentato la legge fondamentale per gli uomini di Ceneda, accompagnando la vita della comunità fino al tramonto della Serenissima e alla fine del Settecento. Con l’arrivo del dominio veneziano furono redatti nuovi statuti, rimasti in vigore sino alla caduta della Repubblica nel maggio 1797, ma il codice quattrocentesco continuò a costituire un riferimento centrale per giuristi e cittadini.
In origine il volume era conservato nella cattedrale di San Tiziano, assicurato con una catena di ferro perché fosse consultabile da tutti ma impossibile da asportare. Era, in pratica, l’equivalente di un moderno codice civile e penale: vi si trovavano norme sulla proprietà privata, sulle tasse, sulle liti di vicinato, sulla caccia, sul porto delle armi, fino ai casi più gravi come furti e omicidi. La sua sparizione, a inizio Novecento, aveva lasciato un vuoto negli studi sulla storia cenedese, tanto che più di uno studioso aveva tentato invano di ritrovarlo.
Della Giustina, già abituato alla ricerca d’archivio, ha ricostruito passo dopo passo il percorso del manoscritto, partendo dall’oWerta di vendita presentata da un antiquario svizzero al Comune di Vittorio Veneto nel 1919 e seguendo poi i passaggi di mano che hanno portato il codice oltre oceano. Accanto a lui hanno lavorato Pier Carlo Begotti, che ha curato la contestualizzazione storico-temporale, e Luigi Zanin, responsabile dell’analisi normativa del testo. Da questo lavoro a più voci è nato il volume “Statuti di Ceneda: il codice originale del 1474 con le addizioni e le aggiunte sino al 1609”, pubblicato da TiPi Edizioni, marchio editoriale della storica Tipografia Piave di Belluno, nella collana Inventa Tradere.
Il libro, presentato nell’aula magna del Seminario di Vittorio Veneto, offre nella prima parte la storia del codice e, nella seconda, la trascrizione integrale del testo statutario, restituendo leggibilità a un documento che per secoli ha regolato la vita quotidiana del territorio. In occasione della presentazione, l’autore ha donato alla diocesi anche un facsimile in pelle e bronzo, identico all’originale, interamente finanziato dal Circolo vittoriese di ricerche storiche. La riproduzione è destinata a essere ospitata nel Museo della Cattedrale, così che chi visita Ceneda possa vedere da vicino ciò che per generazioni è stato il cuore scritto delle sue leggi, riportato simbolicamente a casa dopo un lungo viaggio.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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