Sopra Vittorio Veneto, a circa quattrocento metri di quota, l’azienda agricola di Marzio Bruseghin è diventata una piccola meta di visita per chi ama gli animali e le storie di montagna. Qui, tra recinti e prati, vive un asinello che attira l’attenzione di grandi e bambini: si chiama Iroso, come il celebre mulo amico degli Alpini. A molti visitatori capita di chiedere se sia davvero “il figlio di Iroso”, e la risposta del padrone di casa è l’occasione per raccontare qualcosa in più sul mondo dei muli, nati dall’incontro tra una cavalla e un asino, e sulla storia che lega questo puledro al Vittoriese.
Il nuovo Iroso è infatti figlio di Winie, l’ultima compagna del mulo Iroso, considerato il più longevo della storia: è morto l’anno precedente a quarant’anni, un’età che, tradotta in anni umani, sfiora i centoventi. Prima di lei al suo fianco c’era stata Gigliola, scomparsa all’improvviso. A ricordarlo è Antonio De Luca, che insieme agli alpini del reparto salmerie di Vittorio Veneto si è preso cura a lungo del vecchio mulo. Fu proprio Antonio, dopo la perdita di Gigliola, a cercare una nuova compagna grazie al contatto con Marzio: l’incontro con Winie fu immediato, un vero colpo di fulmine, tanto che i due animali divennero inseparabili.
Alla morte del “Generale Iroso”, come molti lo chiamavano, Winie è tornata nell’azienda di Bruseghin. Qui, nel luglio del 2019, ha dato alla luce un asinello dal manto chiaro e dallo sguardo vivace. Non è il figlio del mulo più famoso d’Italia, ma il legame affettivo con quella storia era così forte che Marzio ha chiesto ad Antonio il permesso di ereditare il nome. Ricevuta la sua approvazione, il puledro è diventato ufficialmente il nuovo Iroso, destinato a mantenere viva la memoria del compagno degli Alpini e delle tante manifestazioni cui aveva partecipato.
Per Antonio questa scelta è motivo di orgoglio. Dare il nome di Iroso al giovane asinello significa, nelle sue parole, perpetuare un ricordo caro a lui e a tutto il mondo alpino, che per anni aveva visto nel vecchio mulo un simbolo, presente alle adunate e ai raduni. Anche se non esiste una discendenza diretta, il fatto che il “Generale” sia stato legato a Winie per molti mesi rende naturale questo passaggio di testimone. In questo modo, chi raggiunge oggi l’azienda agricola può ancora incontrare un animale che porta con sé quell’eredità.


Fra recinti e stalle, l’asinello Iroso è ormai diventato la vera star della fattoria. I visitatori che salgono fin quassù chiedono subito di lui, e Bruseghin è convinto che il puledro abbia capito perfettamente di essere al centro dell’attenzione. Si lascia avvicinare, accetta volentieri carezze e grattini sul muso, soprattutto dai più piccoli, che lo seguono incuriositi. La sorella di Marzio, Sabrina, lo descrive come un animale furbo e un po’ viziato: quando arriva il momento del pasto rimane leggermente in disparte, lasciando che gli altri asinelli mangino per primi, perché sa che alla fine per lui sarà pronto il boccone migliore.
Visitare l’azienda di Bruseghin significa quindi entrare in un ambiente di campagna che conserva una forte impronta alpina, fatta di storie, ricordi e legami con il territorio vittoriese. Tra le colline dell’Alta Marca, la figura di Iroso continua a vivere nel carattere di questo giovane asinello, che per molti rappresenta un motivo in più per spingersi fino alla fattoria e scoprire da vicino un capitolo particolare della memoria locale, raccontato attraverso il passo tranquillo di un animale che incanta adulti e bambini.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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