Vittorio Veneto e la memoria delle sue decorazioni: tre donne della Grande Guerra e una lapide da non lasciare al silenzio

Uno scorcio di via Martel a Vittorio Veneto

A Vittorio Veneto, Città della Vittoria, la storia non vive solo nei grandi nomi incisi sui monumenti. A volte si nasconde in dettagli che rischiano di passare inosservati, come una tomba in un angolo del cimitero o una lapide consumata dal tempo. Eppure, se non è un primato nazionale, poco ci manca: tra le decorazioni al valor militare e civile legate alla Grande Guerra, la città può ricordare anche tre donne insignite di medaglie, un dato raro in un contesto in cui, a livello italiano, le decorazioni femminili furono pochissime rispetto a quelle maschili.

L’attenzione torna su questo tema anche alla luce dell’entusiasmo per la recente iscrizione, nel Memoriale della Grande Guerra di Vittorio Veneto, di tre portatrici carniche. Ed è proprio in questo clima che vale la pena riportare alla memoria altri nomi: Emma Tandura e la cognata Maddalena (Emma) Petterle, entrambe insignite della Medaglia d’Argento al Valor Militare, due riconoscimenti che rientrano nel numero ristretto delle medaglie d’argento conferite in quel periodo. Accanto a loro viene ricordata anche Giuditta Cappellozzo (Suor Pasqua), che ottenne la Medaglia d’Oro al Valor Civile per le azioni compiute durante il conflitto.

Molti cittadini osservano che tre donne decorate potrebbero rappresentare un caso quasi unico su scala nazionale. Eppure, proprio mentre si elencano con orgoglio le onorificenze della città, il ricordo di Emma Tandura appare oggi più fragile del dovuto. La segnalazione nasce da un fatto concreto: la sua tomba, al cimitero di Sant’Andrea, risulta in condizioni di degrado, con una lapide che rischia di diventare illeggibile e, con essa, di rendere sempre più distante la memoria di una medagliata vittoriese.

Il punto, sottolineano, non è cercare responsabilità personali. La situazione sembra dipendere soprattutto dall’assenza di eredi diretti: le famiglie citate come riferimento, Benedetti e Tugliozzi, sarebbero di fatto estinte e nessuno, da tempo, si è potuto prendere cura della sepoltura. Da qui l’appello: coinvolgere l’amministrazione comunale o anche le associazioni d’Arma, per sistemare la lapide e impedire che una figura decorata al Valor Militare finisca nell’ombra, proprio in una città che fa della propria storia un elemento identitario.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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