Riprende la stagione concertistica del Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, con la direzione artistica del maestro Stefano Canazza e uno degli appuntamenti di punta del cartellone lirico e sinfonico 25/26.
Martedì 10 febbraio alle ore 20 il palcoscenico trevigiano accoglierà il gradito ritorno, dopo la straordinaria apertura di stagione del 2021, di Grigory Sokolov, considerato uno dei migliori pianisti al mondo, protagonista di un “Recital pianistico” questa volta tutto incentrato su Beethoven e Schubert.
Ammirato in tutto il mondo per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica, Grigory Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’età di 5 anni.
A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento è stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli 16 anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio.
I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij.
Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. Nei suoi recital porta gli ascoltatori a stretto contatto con la musica, trascendendo questioni di esibizionismo superficiale e abilità tecnica, per rivelare significati spirituali più profondi.
Nel concerto del 10 febbraio il pubblico trevigiano si troverà di fronte a un interprete d’eccezione, due giganti e tre capolavori: dal giovane Beethoven all’ultimo Schubert, tra idee dilatate e respiri compressi.
(Autore: redazione Qdpnews.it)
(Foto: Teatro Mario Del Monaco)
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