Inaugurata la mostra su Little Tony. Cristiana Ciacci: “papà è presente qui, nella sua storia che la gente continua ad amare”

Un lungo abbraccio carico di memoria e gratitudine è quello che, nel pomeriggio di oggi, ha ufficialmente aperto le porte della mostra permanente dedicata a Little Tony presso il Palazzo Simon Benetton a Valdobbiadene. Tra il luccichio delle Cadillac anni ’50 e ’60 e gli oltre 500 cimeli che hanno fatto la storia del rock’n’roll italiano, si è respirata un’atmosfera sospesa tra mito e intimità, come se il tempo avesse deciso di rallentare, per lasciare spazio al ricordo.

L’inaugurazione, suggellata dalla benedizione solenne del parroco Don Romeo Penon e accompagnata dall’esibizione della banda cittadina di Valdobbiadene “Sergio Dal Fabbro”, ha visto alternarsi sul palco figure istituzionali e personalità legate all’artista . È stato il primo cittadino, Luciano Fregonese, a dare il via alle celebrazioni, sottolineando come l’incontro con la famiglia dell’artista abbia rivelato l’essenza profonda di un uomo che è patrimonio di tutti: «Le amministrazioni sono abituate a incontrarsi per risolvere problemi o per questioni burocratiche; poterlo fare invece portando avanti i temi della musica, dell’amore, della passione e della famiglia in maniera autentica è un grande regalo che Roberto Valerio fa a tutti noi, ricordandoci che Little Tony è stato, ed è ancora, un membro della nostra grande famiglia».

Questa dimensione umana è stata ripresa con vigore da Adalberto Bordin, sindaco di Montebelluna, che ha tratteggiato il profilo di un artista di caratura internazionale capace di attraversare le epoche, «un testimone di svariate generazioni, dalle storiche collaborazioni con Adriano Celentano fino a quelle con Gabry Ponte, capace di legare musicisti e appassionati di ogni età». Bordin ha poi ricordato la generosità silenziosa dell’artista, sottolineando che «celebrare la sua memoria qui è emozionante perché lui faceva vera beneficenza quando non esistevano Instagram o Facebook per pubblicizzarla; Roberto Valerio è stato sicuramente fortunato ad essere suo amico, ma ho l’impressione che anche Tony sia stato molto fortunato ad avere un amico fedele come lui».

Il legame tra l’artista e le sue radici è stato poi approfondito da Vittorio Brigliadori, giunto da San Marino per onorare il concittadino più celebre: «La musica ha il grande pregio di non creare confini, di abbattere le barriere e far sì che le persone possano identificarsi in un sentimento comune. Noi siamo fieri di Little Tony come lui era fiero di essere sammarinese; questo museo non è solo un omaggio al passato, ma uno spunto per il futuro, un progetto sostenibile che mette la cultura al centro e dimostra come l’unione di più persone possa produrre un effetto che il singolo non potrà mai raggiungere».

Il momento di massima commozione è arrivato con le parole della figlia, Cristiana Ciacci, che ha visto nel museo il compimento di una promessa: «Roberto ha mantenuto fede a un impegno preso con papà tantissimi anni fa, realizzando un suo grande sogno e, di conseguenza, il mio. Come diceva Ugo Foscolo, nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta: questo è il mio scopo di vita, continuare a farlo sentire vicino e vivo. Lo incontro ogni volta che salgo sul palco con la Little Tony Family, perché lui è presente lì come è presente qui, nella sua storia artistica e familiare che la gente continua ad amare dopo oltre cinquant’anni di carriera».

A gestire la direzione artistica di questo scrigno di ricordi è Arturo Valerio, che ha rivelato un dettaglio intimo del suo legame con l’artista: «Nel 1990 Little Tony è stato il mio padrino di cresima a Montebelluna e questa vicinanza ha segnato positivamente tutto il mio percorso. Oggi celebriamo la tutela e la conservazione di questi cimeli, ma il nostro obiettivo è renderli fruibili alla collettività: è inutile conservare senza far vedere questo patrimonio all’umanità, perché deve emergere non solo l’opera dell’artista, ma soprattutto la vita dell’uomo».

Infine, il “deus ex machina” dell’operazione, Roberto Valerio, ha ripercorso con gli occhi lucidi gli inizi di una fratellanza nata quasi per caso proprio a Valdobbiadene: «Mi avvicinai a lui dopo un concerto allo stadio, ci somigliavamo fisicamente. Mi guardò e mi disse: “Vieni qua, ma lo sai che mi somigli?”. Da quell’istante è nata una sintonia totale. Oggi mi mancano le sue telefonate interminabili, la sua presenza, ma soprattutto la sua umiltà disarmante. Era un altruista autentico: l’ho visto aiutare amici in difficoltà firmando assegni di tasca propria per salvare case e negozi, perché veniva dalla gavetta e non dimenticava mai da dove era partito. Questa mostra a Palazzo Benetton non è un punto d’arrivo: è l’inizio di un cammino. Perché io resto, ostinatamente, un sognatore».

La mostra permanente sarà aperta ogni giovedì venerdì sabato e domenica.
Gli orari sono la mattina dalle 9.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00.
Durante l’Antica Fiera di San Gregorio verrà effettuato l’orario continuato.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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