La porta aperta dal figlio, il papà che si avventa sui rapinatori: i 10 minuti di terrore a casa Bubola

Sono entrati furtivamente in giardino e poi hanno “bussato” alla porta di casa. O meglio, hanno fatto dei rumori nei pressi dell’ingresso dell’abitazione.

Tanto è bastato però perché, probabilmente pensando si trattasse di alcuni vicini, il figlio più grande in quel momento in casa aprisse la porta.

Questa la dinamica con cui è iniziata, intorno alle 22 di ieri sera, la cruenta rapina – finita poi nel sangue – nella villa del medico dentista Alessandro Bubola, a Pieve di Soligo.

Lo stimato professionista, quando ha capito che non si trattava affatto di vicini di casa, ma di tre malviventi travisati e armati, ha tentato di reagire, forse nella speranza di “spaventarli” e indurli alla fuga.

Le cose, purtroppo per lui che si trovava in casa con la moglie e due figli, sono andate diversamente. Quando il 59enne si è avventato su uno dei rapinatori, ne è nata una violenta colluttazione, a suon di schiaffi e spintoni.

Un confronto in cui il dentista ha avuto la peggio, finendo poi in ospedale. Nessun altro componente della famiglia è rimasto coinvolto nell’iniziale bagarre.

“Aprite la cassaforte” hanno poi intimato i tre giovani malviventi, tutti sui vent’anni, facendo valere il loro essere armati. Poi il blitz e la fuga con soldi e gioielli.

Un incubo, per la famiglia, durato almeno 10 interminabili minuti di panico e terrore. Poi la chiamata ai Carabinieri, che si sono subito messi sulle tracce dei rapinatori.

Ricerche che in piena notte, a Follina, hanno dato esito in gran parte positivo: uno dei tre presunti malviventi, nato in Italia ma di origini straniere, è stato infatti intercettato al volante di un’auto. Con lui, sulla vettura fermata dai militari, c’era un’altra persona che al momento non risulta indagata ma su cui sono in corso verifiche.

Il 20enne alla guida, trovato in possesso di un coltello, di 14 mila euro (nascosti nei pantaloni) e con ferite fresche al volto compatibili con quelle della rapina consumatasi poco prima, è stato arrestato per il reato di rapina aggravata in concorso. Domani, in carcere, è previsto l’interrogatorio di garanzia dinanzi al Giudice per le indagini preliminari.

Non si esclude nemmeno che, visto il modus operandi dei malviventi e la dinamica quasi “fotocopia” dell’episodio, possa esserci un collegamento con la rapina avvenuta giusto un anno fa a Refrontolo, sempre in una villa, dove le vittime erano state madre e figlio, presenti in casa in quel momento.

Il commento del presidente Stefani

“Il mio più sincero ringraziamento ai Carabinieri di Pieve di Soligo e Vittorio Veneto per il tempestivo intervento e per l’esemplare attività investigativa che ha portato, in poche ore, all’arresto di uno dei presunti responsabili della violenta rapina avvenuta nella serata di ieri a Pieve di Soligo. Un’azione rapida e professionale che dimostra ancora una volta la grande capacità operativa e la presenza costante dell’Arma sul territorio, elementi fondamentali per garantire sicurezza e tutela ai cittadini”.

E’ il commento del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani alla notizia della violenta rapina avvenuta ieri sera ai danni dell’odontoiatra Alessandro Bubola e della sua famiglia, aggrediti in casa.

“A questo professionista e ai suoi cari, costretti a vivere momenti di grande paura nella propria abitazione, va la mia più sentita solidarietà e la vicinanza dell’intera comunità veneta – dichiara Stefani -. Episodi come questo colpiscono profondamente perché avvengono nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro per ogni persona: la propria casa”.

“Dalle prime informazioni emerse, il ventenne arrestato risulterebbe già noto alle forze dell’ordine. E’ un elemento che non può lasciarci indifferenti. Confido che le indagini consentano di individuare al più presto anche gli altri complici coinvolti nella rapina”.

“Tutti noi, a partire dalle istituzioni – conclude Stefani –, continuiamo a sostenere con convinzione il lavoro delle forze dell’ordine e tutte le iniziative utili a rafforzare la sicurezza nei nostri territori, perché la tutela dei veneti e delle famiglie resta una priorità assoluta”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Arianna Ceschin)
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