“Parco delle Imprese”, stop al maxi centro commerciale: arriva la rotatoria nell’incrocio “da brividi”

Un cambio di rotta rispetto al passato, dettato dall’evoluzione del mercato e dalla necessità di ridurre l’impatto sul territorio. Una revisione profonda del progetto, costruita passo dopo passo attraverso il confronto tra pubblico e privato, che cambia l’assetto del Parco delle Imprese e ne ridisegna le prospettive future. La giunta comunale di Montebelluna ha infatti dato il via libera all’atto di indirizzo che apre formalmente l’iter della quarta variante al Piano Particolareggiato “Parco delle Imprese”, presentata dalla società CABI srl, proprietaria delle aree produttive a ridosso del casello della Superstrada Pedemontana Veneta.

Tra le novità più rilevanti, la realizzazione di una nuova rotatoria, sostenuta interamente da CABI, che permetterà di eliminare uno degli incroci più critici della viabilità cittadina, quello tra la SR Feltrina e via Cal di Mezzo e via della Madonnina.

La variante supera inoltre definitivamente l’ipotesi del grande centro commerciale, prevista dalla precedente variante, che contemplava oltre 25 mila metri quadrati di superficie di vendita. Un modello che non risponde più alle attuali dinamiche economiche: crisi della grande distribuzione, crescita dell’e-commerce, aumento dei costi di gestione e mutamento delle abitudini di consumo.

Il nuovo assetto privilegia invece una funzione logistico-produttiva, con circa 65 mila metri quadrati destinati alla logistica, affiancati da una componente commerciale ridimensionata e concentrata lungo la Feltrina (circa 12 mila metri quadrati) e da spazi produttivi e direzionali. Una scelta che, secondo le stime contenute negli studi preliminari, consente anche una riduzione significativa dell’impatto sul traffico: il flusso veicolare atteso risulterebbe quasi dimezzato rispetto a quello generato dal maxi polo commerciale inizialmente previsto.

Particolarmente rilevante il capitolo delle opere pubbliche e infrastrutturali, che resteranno interamente a carico della società CABI srl, senza ricadute economiche sul Comune.

Sul fronte della viabilità, la variante ridisegna l’assetto delle strade interne ed esterne all’area con l’obiettivo di migliorare sicurezza e funzionalità. Il nuovo assetto parte dalla rotatoria sulla SR Feltrina e dal prolungamento di via Ferraris, già realizzati da CABI e collaudati nel 2017, e si basa su analisi che indicano, con le nuove destinazioni d’uso, una riduzione dei flussi di traffico rispetto alle previsioni iniziali.

Spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Adriano Martignago: “La nuova variante prevede un insieme di interventi che mira a rendere più sicuri gli snodi principali, migliorare l’accessibilità all’area e garantire una maggiore fluidità del traffico, senza penalizzare la viabilità urbana e il commercio locale.

In particolare, è prevista l’eliminazione della viabilità di progetto originaria, che ipotizzava un sistema a rotatoria con tre bracci di collegamento tra la SR Feltrina, la viabilità del Piano Particolareggiato e la zona industriale di via Ferraris. Al suo posto, la variante introduce una soluzione più razionale che prevede il prolungamento di via Ferraris, per collegare direttamente l’area produttiva esistente al nuovo ambito, e la realizzazione di una nuova rotatoria tra la SR Feltrina e via Cal di Mezzo e via della Madonnina, già prevista dal Piano Generale del Traffico Urbano”.

Sono inoltre programmati un nuovo innesto per la messa in sicurezza dell’incrocio tra la SR 348 e le vie Feltrina Sud e Cal Trevigiana di Volpago, nonché un potenziamento della rotatoria esistente in uscita dal casello della Pedemontana Veneta, con un doppio approccio per chi arriva da Montebelluna, così da aumentare la capacità viabilistica e agevolare l’accesso alla SPV.

Accanto agli interventi viari, sono previste opere di urbanizzazione primaria quali sottoservizi, illuminazione pubblica, sistemazioni idrauliche e opere di mitigazione ambientale, oltre alla realizzazione delle reti tecnologiche necessarie allo sviluppo dell’area. Tutti gli interventi – dalla progettazione agli eventuali espropri, fino ai collaudi finali – saranno sostenuti da CABI:

Rientra inoltre negli obblighi a carico di CABI il completamento del tratto di rete fognaria interna all’ambito, in coordinamento con Alto Trevigiano Servizi, che provvederà invece al collegamento con il depuratore. Un insieme di opere che punta a garantire non solo la funzionalità dell’area produttiva, ma anche un miglioramento complessivo della sicurezza stradale e dei servizi urbani a beneficio dell’intera città.

Precisa l’assessore all’urbanistica Elzo Severin: «Con questa mettiamo definitivamente da parte un modello superato, fondato su grandi superfici commerciali, e puntiamo su un assetto più coerente con la vocazione produttiva del territorio e con gli equilibri urbani della Città. Il lavoro svolto consente di ridurre l’impatto sul traffico, migliorare la sicurezza stradale e integrare nuove infrastrutture senza ulteriore consumo di suolo e senza oneri per il Comune. È un intervento che guarda alla qualità dello sviluppo, alla sostenibilità delle funzioni insediate e alla corretta relazione tra area produttiva, viabilità e territorio”.

Nell’ambito degli accordi precedenti e nel quadro della perequazione urbanistica, si ricorda che CABI in questi hanno ha già realizzato opere pubbliche per oltre 2 milioni di euro: la pedonalizzazione del centro storico (circa 1 milione di euro), la cessione dell’area Sansovino per parcheggi (440 mila euro) e la realizzazione della rotatoria sulla Feltrina (750 mila euro). Con la nuova variante, gli obblighi compensativi vengano considerati assolti, in coerenza con la riduzione delle superfici commerciali previste.

Interviene il sindaco Adalberto Bordin: «È stato un grande lavoro di squadra e di dialogo con il privato, portato avanti anche in prima persona grazie al sostegno di tutto il gruppo di maggioranza e al supporto costante dei tecnici comunali. Il risultato è importante: questa variante segna infatti un cambio di paradigma per il Parco delle Imprese: meno consumo commerciale, più coerenza con il tessuto produttivo, maggiore attenzione agli equilibri urbani e un pacchetto di opere strategiche senza gravare sulle casse comunali. Tra queste, in particolare, la soppressione di uno degli incroci più critici della viabilità locale, tra la SR Feltrina e via Cal di Mezzo e via della Madonnina, con la realizzazione di una nuova rotatoria da parte di CABI.

Un progetto senza precedenti che non penalizza il commercio locale e, allo stesso tempo, permette alla città di integrare una serie di infrastrutture cruciali per la sicurezza e per lo sviluppo futuro di Montebelluna”.

Aggiunge il presidente della Commissione consiliare Urbanistica, Giorgio Capovilla: «La variante non riguarda solo ciò che si costruisce, ma soprattutto come si governa lo sviluppo della città. Urbanistica non vuol dire sommare volumi, ma programmare funzioni, viabilità e servizi in modo equilibrato, con ricadute concrete sulla qualità della vita dei cittadini. Mettendo definitivamente da parte l’ipotesi di un grande centro commerciale evitiamo così un impatto pesante sul traffico e sul commercio di prossimità, e andiamo nella direzione di un modello più sostenibile e coerente con il contesto urbano. È un intervento che non crea nuovi problemi, ma contribuisce a risolverne alcuni storici, a partire dalla sicurezza stradale, e rappresenta un investimento responsabile sul futuro di Montebelluna».

Interviene anche il presidente della Commissione consiliare Lavori Pubblici, Fabrizio Bolzonello: «Le scelte contenute in questa variante hanno un valore strategico soprattutto sul piano della viabilità e delle opere a servizio del territorio. La realizzazione della nuova rotatoria sulla Feltrina ce cittadini e imprenditori attendono da oltre 30 anni e gli altri interventi infrastrutturali previsti consentono di migliorare in modo significativo la sicurezza stradale e la fluidità del traffico in uno dei nodi più delicati della città. È un approccio che integra lo sviluppo dell’area con una rete di opere collaterali pensate non solo per l’insediamento produttivo, ma per l’intera comunità risolvendo criticità e garantendo così una crescita più ordinata di Montebelluna».

Con l’approvazione della proposta di variante, le linee progettuali sono state condivise e formalizzate: il percorso prevede ora un doppio passaggio in Consiglio comunale oltre all’acquisizione dei pareri di competenza della Provincia e degli altri enti competenti, prima di avviare le fasi operative successive.

(Autore: Redazione Qdpnews.it)
(Foto: Comune di Montebelluna)
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