Nel cuore di Vittorio Veneto si trova il Museo del Cenedese, un luogo che da tempo accompagna la scoperta del territorio e delle sue arti. Recentemente, la struttura ha riaperto la sua “Sala del Novecento”, uno spazio pensato per raccogliere e valorizzare opere di artisti italiani contemporanei, aprendo un dialogo forte tra storia locale e creatività del Novecento.
Varcando la soglia di questa sala – collocata idealmente a metà del grande scalone del museo – si viene accolti da una raccolta che non si limita a esporre quadri o sculture, ma propone vere e proprie testimonianze del nostro tempo: firme di punta dell’arte italiana come Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro e Emilio Vedova affiancano nomi forse meno noti al grande pubblico, ma fondamentali per comprendere il linguaggio e le tensioni creative del secolo scorso.
La nuova collocazione della sala non è casuale: nel riaffacciarsi sulla collezione intitolata “L’immagine della Resistenza” – nata nel 1985 con l’intento di commemorare il 40° anniversario della Liberazione – la Sala del Novecento non è solo un’esposizione, ma anche un racconto. Le opere lì esposte trovano origine proprio nel gesto degli artisti che, in quei contesti, donarono lavori al museo in segno di partecipazione e memoria. Q
Visitare la sala significa concedersi il tempo per osservare con calma, soffermandosi su superfici e materiali, sull’energia della drammaticità del dopoguerra e sull’evoluzione verso linguaggi più astratti. Per chi ama l’arte, è una tappa che sorprende: l’insieme non appare solamente come una “serie di opere”, ma come un percorso attraverso la storia culturale italiana del Novecento, riflessa in un contesto territoriale come quello di Vittorio Veneto.
E per chi desidera trarne il massimo, il consiglio è di abbinarla a una passeggiata nei dintorni del museo: passeggiare per le vie del centro storico, godersi un caffè in un bar tranquillo e tornare poi magari sullo scalone del museo per una seconda occhiata alla sala. A volte le opere “parlano” meglio quando ci si concede una pausa, uno sguardo meno frettoloso.
(Fonte e foto: Comune di Vittorio Veneto).
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