Dal 1.01.2026 Pechino ha introdotto un’imposta sul valore aggiunto del 13% su preservativi, pillole anticoncezionali e altri contraccettivi, nel tentativo di invertire il crollo delle nascite ormai scese su livelli simili all’Italia. Al contrario, fino a poco tempo fa molti prodotti per il controllo delle nascite godevano di esenzioni o sussidi, ma l’attuale tasso di fertilità sceso a 1,0 (ben lontano dal 2,1 necessario per mantenere la popolazione stabile) ha fatto entrare la Cina in quella che viene definita la “trappola della bassa fecondità”.
Mentre i contraccettivi vengono tassati, il governo mantiene esenti da imposte i servizi di assistenza all’infanzia, le agenzie matrimoniali e quelle di servizi per incontri (matchmaking), cercando di incentivare il matrimonio e la genitorialità.
(Autore: Sistema Ratio)
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