Quel 26 gennaio 1956 e la “prima volta” dei Giochi olimpici invernali in Italia

Lo Stadio del ghiaccio di Cortina nel 1956

L’arrivo della Fiamma olimpica questa sera a Cortina d’Ampezzo non avviene in una data scelta a caso: proprio il 26 gennaio 1956 fu la data scelta per dare il “via” ai primi Giochi olimpici disputatisi in Italia, ovvero quelli invernali.

Non fu solo la “prima volta” per l’Italia e Cortina d’Ampezzo, ma anche la prima volta in cui i Giochi vennero trasmessi in diretta televisiva.

A promuovere la candidatura per questo importante appuntamento fu il conte Alberto Bonacossa, grande sportivo e personaggio di spicco: campione italiano di pattinaggio su ghiaccio, partecipò alle Olimpiadi di Anversa del 1920, nel tennis.

Lungo il suo curriculum: solo per citare alcune delle sue esperienze, fu fondatore e presidente della Federazione italiana sport del ghiaccio (Fisg) dal 1926 al 1927, tra i fondatori della Federazione italiana dello sci (Fis), nonchè tra i promotori della Federazione italiana pattinaggio a rotelle (Fipr).

Ricoprì il ruolo di presidente dell’Hockey Club Milano e del Tennis Club Milano. Proprio lui fu l’editore de “Il Littoriale” dal 1932 al 1939, poi divenuto “Corriere dello Sport” e della “Gazzetta dello Sport” fino alla sua morte.

Commissario del Coni, dal 1935 al 1946 si occupò della presidenza dell’Automobile Club d’Italia. Morì il 30 gennaio 1953, prima di poter vedere i “suoi” Giochi olimpici invernali.

La genesi dei Giochi olimpici invernali del 1956

Tutto ebbe inizio da un’idea proprio del conte Alberto Bonacossa il quale, insieme alla moglie, convinse l’allora amministrazione comunale di Cortina a proporre la candidatura per questo importante appuntamento.

L’obiettivo era quello di aggiudicarsi l’edizione del 1944 e, nel 1939, Cortina d’Ampezzo riuscì nel suo intento, battendo Oslo e Montréal.

Ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale rovinò ogni piano e, di conseguenza, il sogno dei Giochi a Cortina sfumò.

Nel 1946, a guerra finita, tornò il desiderio di riprovarci e la candidatura venne presentata da una delegazione condotta dal conte Bonacossa: in questo caso non andò bene, dal momento che Cortina venne battuta per soli due voti da Oslo.

Nel 1949 ci fu il terzo tentativo e stavolta l’obiettivo venne centrato: Cortina d’Ampezzo conquistò l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali, vincendo con 31 voti contro i 7 ottenuti da Montréal.

Per prima cosa vennero scelte le date di svolgimento dell’appuntamento sportivo, tenendo conto della situazione meteorologica abituale della zona: si sarebbero disputati dal 26 gennaio (con la cerimonia di apertura) fino al 5 febbraio 1956 (data di chiusura).

Tra le curiosità c’è da ricordare che a portare le Olimpiadi del 1956 a Cortina fu il sindaco Giuseppe Ghedina, mentre l’ex sindaco, Gianpietro Ghedina, ha dedicato buona parte del suo mandato amministrativo per portare le Olimpiadi nel contesto ampezzano in questa edizione 2026.

Due Ghedina al lavoro per mettere Cortina al centro dell’atmosfera olimpica, ma senza nessun legame di parentela tra loro.

Per quanto riguarda la scelta del simbolo, dopo l’assegnazione dei Giochi, il Coni indisse un concorso nazionale ad hoc.

Il logo, secondo il bando di concorso, avrebbe dovuto avere degli elementi essenziali: trasmettere l’idea degli sport invernali a carattere olimpico; contenere un riferimento a Cortina d’Ampezzo; mostrare la scritta “Settimi Giochi olimpici invernali Cortina d’Ampezzo”.

I bozzetti candidati dovevano inoltre utilizzare al massimo cinque colori.

Franco Rondinelli di Milano si aggiudicò il logo, mentre Giulio Tirincanti di Roma disegnò il poster ufficiale.

Fu un 26 gennaio 1956, quindi, che inevitabilmente ci viene da mettere a paragone con la data odierna, il 26 gennaio 2026.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Wikipedia)
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