Oggi 28 agosto si celebra la prima memoria liturgica di Sant’Agostino dall’elezione di papa Leone XIV al soglio pontificio, avvenuta l’8 maggio scorso. E perché mettiamo in evidenza questo dato particolare? Perché Robert Francis Prevost è il primo papa appartenente all’Ordine di Sant’Agostino nella storia della Chiesa cattolica.
Papa Leone XIV e Sant’Agostino
Nel suo primo discorso dalla loggia della Basilica di San Pietro (in foto), appena eletto Successore di Pietro, Vescovo di Roma e Primate d’Italia, Robert Francis Prevost, papa Leone XIV, ha specificato proprio di appartenere all’Ordine di Sant’Agostino, dicendosi “un figlio di Sant’Agostino, agostiniano”. Egli inizia il noviziato agostiniano nel 1977 nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio a Saint Louis, ed emette i voti il 29 agosto 1981. Riceve la formazione presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia. All’età di 27 anni viene inviato dai suoi superiori a Roma per studiare Diritto canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum). Nell’Urbe viene ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 nella Cappella di Santa Monica, a piazza del Sant’Uffizio, nel complesso dell’omonimo Collegio agostiniano. Prevost consegue la licenza nel 1984 e l’anno dopo, mentre prepara la tesi di dottorato viene mandato nella missione agostiniana di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). È il 1987 quando discute la tesi dottorale su “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino” ed è nominato direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois.
L’anno successivo raggiunge la missione di Trujillo, sempre in Perù, come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Nell’arco di undici anni ricopre gli incarichi di priore della comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998) e nell’arcidiocesi di Trujillo di vicario giudiziale (1989-1998) e professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario maggiore “San Carlos e San Marcelo”. Nel 1999 è eletto priore provinciale della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Chicago, e due anni e mezzo dopo, al Capitolo generale ordinario dell’Ordine di Sant’Agostino, i suoi confratelli lo scelgono come priore generale, confermandolo nel 2007 per un secondo mandato. Nell’ottobre 2013 torna nella sua Provincia agostiniana, a Chicago, ed è direttore della Formazione nel convento di Sant’Agostino, primo consigliere e vicario provinciale; incarichi che ricopre fino a quando Papa Francesco lo nomina, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della diocesi peruviana di Chiclayo e al contempo vescovo titolare di Sufar. Il 7 novembre fa l’ingresso in diocesi, alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green, che lo ordina vescovo poco più di un mese dopo, il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella cattedrale di Santa Maria.
Il suo motto episcopale è “In Illo uno unum”, parole che sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”.
L’Ordine degli Agostiniani
Chi sono dunque gli Agostiniani, di cui fa parte il nuovo papa Leone XIV? Sono un ordine che si richiama ai concetti di povertà evangelica, di estrema fraternità di studio dei testi sacri e di carità. L’origine del monachesimo agostiniano è da ricondurre al 388-389, quando Sant’Agostino, ritornato a Tagaste dopo la conversione avvenuta a Milano, iniziò a fare vita comune, nella povertà, nella preghiera e nello studio, insieme ad alcuni amici. In questo periodo Agostino scrisse la Regola “Regula ad servos Dei”. L’ideale agostiniano si estese ad altre parti dell’Africa e tra il 430 e il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e dai sacerdoti che fuggivano per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Il 16 dicembre 1243 papa Innocenzo IV promulgò la bolla “Incumbit nobis” con la quale invitava le numerose comunità di eremiti della Tuscia a riunirsi per costituire un unico Ordine religioso con la regola e lo stile di vita di S. Agostino. Nella prima metà del Trecento i circa 15.000 Agostiniani erano distribuiti in oltre 300 conventi suddivisi in 25 province. Nel 1327, con la bolla “Veneranda sanctorum patrum”, papa Giovanni XXII concesse loro di fondare una casa a Pavia, accanto alla tomba di Sant’Agostino, che veniva proposto come precettore, padre, generale e capo. Gli Agostiniani conobbero la loro massima espansione con l’Umanesimo, quando aprirono numerosi missioni nelle Americhe, in Asia e in Africa. Al 1551 risale la fondazione delle prima comunità a Lima, in Perù, dove papa Prevost ha esercitato a lungo la sua missione. Nel 700 l’imperatore asburgico Giuseppe II soppresse numerosi monasteri agostiniani e ne sequestrò i beni. La rinascita, a partire dalla seconda metà del secolo successivo, fu sostenuta da papa Leone XIII. Oggi gli Agostiniani si chiamano Ordo Fratrum Sancti Augustini.
Sant’Agostino, Dottore della Chiesa
Sant’Agostino, nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia, attualmente Souk-Ahras in Algeria, il 13 novembre 354, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri.
Dalla madre Santa Monica – la cui memoria liturgica ricorre il 27 agosto – riceve un’educazione cristiana, ma dopo aver letto l’Ortensio di Cicerone abbraccia la filosofia aderendo al manicheismo. Risale al 387 il viaggio a Milano, città in cui conosce sant’Ambrogio. L’incontro si rivela importante per il cammino di fede di Agostino: è da Ambrogio che riceve il battesimo. Successivamente ritorna in Africa con il desiderio di creare una comunità di monaci; dopo la morte della madre si reca a Ippona, dove viene ordinato sacerdote e vescovo.
Le sue opere teologiche, mistiche, filosofiche e polemiche riflettono l’intensa lotta che Agostino intraprende contro le eresie: a loro dedica parte della sua vita, e sono tutt’ora studiate. Agostino per il suo pensiero, racchiuso in testi come «Confessioni» o «Città di Dio», meritò poi il titolo di Dottore della Chiesa. Mentre Ippona è assediata dai Vandali, nel 429 il santo si ammala gravemente. Muore il 28 agosto del 430 all’età di 76 anni.
Agostino è venerato come Santo dalla Chiesa cristiana sin da tempi remoti, ed è tradizionalmente rappresentato con la mitra e il pastorale come suoi tipici paramenti vescovili. Altre immagini di lui, tra cui la più antica risalente al VI secolo, lo raffigurano invece seduto ad uno scrittoio con un libro aperto. In occasione del XV centenario della morte Papa Pio XI ne commemorò la figura nell’enciclica “Ad Salutem Humani” del 20 aprile 1930. In occasione del XVI centenario della conversione, Papa Giovanni Paolo II pubblicò la lettera apostolica “Augustinum Hipponensem”, del 28 agosto 1986. Il 22 aprile 2007 Papa Benedetto XVI si recò a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, a pregare presso la tomba del santo. Dall’8 maggio 2025, come detto, abbiamo il primo Papa agostiniano, Leone XIV.
La chiesa di Sant’Agostino a Treviso
Nel centro storico di Treviso, a pochi minuti da piazza dei Signori, proprio in via Sant’Agostino, la chiesa di Sant’Agostino appare come un gioiello incastonato in uno stretto incrocio fra viuzze. Vale la pena prendersi qualche minuto per meditare di fronte ai tesori che si celano dietro alla sua facciata sobria ed elegante. La raffinatezza dei decori e le opere mirabili al suo interno narrano una storia millenaria, che inizia già in età longobarda, da cui emerge la profonda devozione della comunità trevigiana nei secoli. https://www.qdpnews.it/comuni/treviso/nella-chiesa-di-santagostino-sulle-tracce-delle-antiche-congregazioni-religiose/
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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