Gorini: «Riportare Treviso tra i professionisti è una sfida che mi accende»

Entusiasmo, umiltà e idee chiare: la presentazione di Edoardo Gorini (in foto) come nuovo allenatore del Treviso segna l’inizio di un progetto ambizioso, con l’obiettivo di restituire alla città una squadra da Serie C.

«Sono molto orgoglioso di questo progetto. Gorini era il nostro primo obiettivo, averlo con noi è un grande segnale di serietà e ambizione», ha esordito Pierfrancesco Strano, direttore sportivo del Treviso FBC. Una scelta, quella dell’ex tecnico del Cittadella, che non arriva certo per caso.

Edoardo Gorini, volto noto del calcio veneto, prima in campo e poi in panchina dove ha guidato il Cittadella per 129 partite conquistando tre salvezze consecutive, ora ha scelto Treviso: «Vengo qui con la voglia di trasmettere entusiasmo. Quando ho parlato con la dirigenza, ho sentito una forte energia positiva. Quella voglia di fare che voglio trasmettere ai miei ragazzi».

Il tecnico non nasconde l’ambizione, ma la coniuga con la concretezza di chi conosce il calcio vero, quello che si costruisce ogni giorno sul campo: «Il nostro obiettivo è riportare Treviso dove merita, tra i professionisti. Ma non ci sono scorciatoie: bisogna correre, lottare, metterci fatica. È l’unico modo che conosco».

Al suo fianco, Gorini potrà contare su uno staff tecnico affiatato e competente. Il vice sarà Matteo Centurioni, 51 anni, ex colonna difensiva del Treviso con 149 presenze e 6 reti in maglia biancoceleste, e protagonista della promozione in Serie B nel 2003. Come preparatore dei portieri ci sarà Nicola Visentin, 48 anni, ex terzo portiere trevigiano della Juventus e vincitore della Coppa dei Campioni nel 1996. La preparazione atletica sarà invece affidata al vicentino Luigi Posenato, 44 anni, con un curriculum di tutto rispetto tra Serie B e Lega Pro, avendo lavorato con ChievoVerona, Crotone, Pordenone e Brescia.

«Mi piace lavorare in gruppo, circondato da persone competenti e motivate – ha spiegato Gorini –. Abbiamo già cominciato a parlare di programmazione, di analisi, di come affrontare al meglio la stagione. Il nostro metodo sarà graduale, ma deciso».

L’identità della squadra nascerà da alcuni principi ben precisi: «Inizialmente il modulo sarà il 4-3-1-2, perché è uno schema di gioco molto versatile. Tuttavia, ancor prima del modulo per me contano i principi, l’atteggiamento. L’idea di base sarà offensiva, ma costruita su misura dei giocatori. L’importante è avere fame. Non cerco il talento puro, ma chi ha voglia di dare qualcosa in più»

Parlando del gruppo, Gorini è stato diretto: «Un giocatore che arriva qui e pensa di essere più bravo degli altri non fa per noi. Per vincere servono spogliatoi uniti, senso di appartenenza, carattere. Non basta chiamarsi Treviso: gli avversari ci affronteranno con la voglia di batterci, e noi dovremo fare qualcosa in più».

La consapevolezza delle difficoltà non lo spaventa, anzi: «A me la pressione piace. Se vieni in una piazza importante e temi la pressione, allora è meglio andare altrove. Qui ci sarà da lottare, da fare gruppo. Ma è proprio questo che rende tutto più bello».

Sul mercato e sugli under, il mister si è espresso con equilibrio: «Stiamo valutando insieme alla società. Sappiamo cosa ci serve, ma vogliamo fare scelte ponderate. I giovani avranno spazio, ma anche qualche profilo più esperto sarà importante per l’equilibrio del gruppo. C’è ancora un po’ di tempo per completare la rosa».

La preparazione partirà ufficialmente il 21 luglio. In programma anche alcune amichevoli, pensate per “scaldare l’ambiente” e testare la condizione fisica: «Vogliamo arrivare pronti all’inizio del campionato. Ogni scelta, anche sulle amichevoli, sarà fatta in modo graduale, tenendo conto del percorso fisico e mentale che dobbiamo fare».

Infine, un accenno alla sua idea di calcio e al suo percorso personale: «Ho avuto la fortuna di vivere il calcio da tutte le angolazioni: giocatore, allenatore in seconda, allenatore della prima squadra. Questo mi ha dato una visione completa. Non ho figure particolari di riferimento ma da milanista sono cresciuto con il Milan di Sacchi e alcuni principi me li porto dietro. Anche se il oggi il calcio è diverso: più veloce, più analitico. L’aspetto della gestione umana resta fondamentale».

Conclude con una promessa semplice e chiara: «Metteremo tutto per portare avanti questo progetto. Con entusiasmo, dedizione e spirito di sacrificio. Perché Treviso merita il professionismo, e noi vogliamo riportarlo dove gli spetta».

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto: Francesco Bruni)
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