Elezioni regionali, Liga Veneta Repubblica si presenta: “Siamo la vera anima venetista della coalizione”

La Liga Veneta Repubblica ha ufficialmente presentato la sua lista che correrà nella circoscrizione elettorale di Treviso in una conferenza stampa tenutasi ieri nella saletta della Libreria Universitaria San Leonardo, alla presenza del segretario Gianluigi Sette e del presidente Fabrizio Comencini. La lista si schiera a sostegno del candidato presidente Alberto Stefani, rivendicando il ruolo di “anima venetista” all’interno della coalizione di centrodestra.

Il capolista Franco Roccon ha aperto l’incontro sottolineando come la lista, pur presentata in un momento avanzato della campagna, abbia svolto un lavoro capillare sul territorio. Roccon si è definito, insieme a Comencini, “voce storica” del movimento, che ha tra i suoi obiettivi primari quello di dare voce al mandato popolare espresso dal referendum di otto anni fa.

Comencini ha chiarito fin da subito la linea di demarcazione tra la Liga Veneta Repubblica e la Lega, definita un “partito nazionale”: “Noi siamo una forza veneta e tale vogliamo rimanere,” ha dichiarato, specificando che la lista intende raccogliere il voto di coloro che “che si sentono autonomisti, federalisti e venetisti”.

Comencini ha tracciato una netta distinzione tra l’autonomismo concesso e il federalismo come diritto acquisito: “Il federalismo, in cui ci riconosciamo, è l’acquisizione dei propri diritti da parte di un popolo e quello veneto è un popolo a tutti gli effetti perché ha una sua lingua, una sua identità e una sua storia”.

Il presidente ha ricordato come l’area di Treviso sia stata storicamente legata alla traduzione politica di queste istanze, auspicando la ricostruzione di quel “partito veneto” che, dopo la crisi della Prima Repubblica, è stato “il catalizzatore del voto moderato, del voto della gente attiva economicamente: dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti”.

Roccon è tornato sul tema economico, cruciale per la piattaforma del movimento. Ha criticato l’eccessiva diluizione delle proposte post-referendum sull’autonomia, un arretramento che ha deluso diversi elettori che si erano pronunciati favorevolmente in quell’occasione.

“Rivendichiamo di essere la voce di questi veneti” ha incalzato Roccon, portando l’attenzione sul saldo negativo nei confronti dello Stato: una media di 18 miliardi di euro all’anno, pari a circa 3.600 euro a testa. Queste risorse, ha spiegato, potrebbero essere utilizzate per erogare servizi essenziali alla comunità, come il sostegno alle case di riposo, la riorganizzazione della sanità e l’aiuto ai Comuni in difficoltà.

Dalla platea dei candidati è emersa la vicinanza alle realtà locali.

Stefania Pietrobon, di Castelfranco Veneto, sensibile alle esigenze del tessuto del commercio locale, ha enfatizzato l’impellenza di una risposta istituzionale concreta: “È fondamentale che si prenda atto della difficoltà economica che i cittadini affrontano quotidianamente. Dal mio contatto diretto con la popolazione, emerge una chiara percezione di precarietà finanziaria. Auspico pertanto che la nostra formazione politica abbia la possibilità di attuare misure efficaci a beneficio sia del singolo che della comunità intera”.

Sara Cecchetto, di Silea, ha posto l’accento sulle peculiarità positive del modello socio-economico veneto, lamentando al contempo una sua frequente penalizzazione nel contesto nazionale: “Riscontro significative disparità rispetto ad altre realtà territoriali e ritengo che la nostra regione operi a una velocità superiore. Tale dinamismo è imputabile non solo a fattori congiunturali, ma in special modo a un forte imprinting culturale, caratterizzato dalla cultura del lavoro che contraddistingue il nostro tessuto sociale e produttivo”.

Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Gianluca Panto, che ha portato la sua lunga esperienza nel movimento indipendentista all’interno della lista: “Mi occupo di politica da circa un quindicennio, nel 2010 con il Partito Nazionale Veneto, di matrice indipendentista: in un mondo dove questi piccoli movimenti raccoglievano sempre lo zero virgola, sono riuscito, e questo lo rivendico, a raccogliere 12 consiglieri comunali e un sindaco”.

Panto ha spiegato l’unione con LVR e l’ingresso in coalizione: “Sono stato accolto democraticamente, con passione, con amicizia e devo dire che mi sono sentito subito libero, la nostra sensibilità praticamente corre sulla stessa lunghezza d’onda. Finalmente siamo all’interno di una coalizione. Dare una mano non ci basta, noi vogliamo anche essere protagonisti, dare una spinta propulsiva e fare la nostra parte”.

Pier Antonio Nicoletti, ex sindaco di Castello di Godego ed “economista civico”, ha portato in dote un’esperienza trentennale: “ho vissuto diverse realtà istituzionali e pubbliche, dal livello ministeriale alla Ca’ Foscari e da 25 anni lavoro in Regione. Sono pronto ad aiutare con la mia esperienza i consiglieri che verranno eletti”.

Nicoletti ha inoltre tracciato le sue radici venetiste risalenti al 1991, anno in cui si avvicinò all’Unione del Popolo Veneto di Furio Gallina: “Le bandiere del Veneto che ancora sventolano in molte case nel nostro territorio comunicano una speranza diffusa, e noi a quella speranza vogliamo dare voce” ha concluso Nicoletti.

Quello della bandiera è un tema forte, su cui è tornato anche Michele Sarri precisando: “Sono estremamente grato a Franco Roccon per avermi dato l’opportunità di prendere parte a una competizione elettorale di carattere regionale, rappresentando quella bandiera che, a mio avviso, i cittadini veneti dovrebbero riconoscere come l’unica in grado di incarnare pienamente nostra la storia. È dunque essenziale che i Veneti acquisiscano consapevolezza politica, analizzando attentamente lo scenario e valorizzando una realtà come la nostra, che può realmente fare la differenza in termini di rappresentanza e azione”.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto: Francesco Bruni)
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