Padiglione giallo di Godega Fiere gremito da un migliaio di persone ieri sera per il convegno “Mantenere il futuro del Prosecco e delle altre denominazioni vitivinicole del nostro territorio” con focus, in questa edizione 2026, sulle risposte dei mercati, sui nuovi attingimenti e sulle certificazioni di sostenibilità.
L’appuntamento, preludio all’Antica Fiera di Godega in programma quest’anno dal 28 febbraio al 2 marzo, è giunto alla sua 14esima edizione ed è stato organizzato dal Comune di Godega di Sant’Urbano.
Un format che fin dalla sua prima edizione ha messo attorno allo stesso tavolo, oltre ai vertici della Regione Veneto, da quelli politici alla Direzione agroalimentare, i presidenti dei Consorzi di tutela delle denominazioni a Prosecco, Pinot grigio delle Venezie e Vini Venezia.
Ad aprire la serata il sindaco Paola Guzzo: “Questo è un appuntamento molto atteso per approfondire temi cari al settore vitivinicolo assieme alle associazioni di categorie, ai tecnici e ai consorzi di tutela e con un focus sulle nostre denominazioni – ha affermato – E la presenza così numerosa a questa serata, dimostra un grandioso risultato del format. Vi aspetto all’Antica Fiera di Godega, l’evento più importante della nostra comunità, che si terrà da sabato 28 febbraio a lunedì 2 marzo”.
“Ringrazio i presidenti dei consorzi di tutela, delle associazioni di categoria del mondo agricolo e delle cantine sociali intervenuti alla serata – ha aggiunto il vicesindaco Paolo Attemandi, che ha la delega all’Antica Fiera – La strada da perseguire è la sinergia anche nel mercato. All’Antica Fiera di Godega avremo quest’anno delle novità importanti, dal salone dell’innovazione tecnologica in agricoltura, alle prove in campo di nuove attrezzature su un piccolo vigneto allestito in fiera”.
Ancora una volta Luca Zaia, ieri a Godega nella veste di presidente del consiglio regionale del Veneto, ha partecipato al convegno. “La domanda che mi fate è: ‘Ma quanto dura ancora il Prosecco?’ – ha esordito Zaia rivolto al pubblico – Abbiamo 55 denominazioni di vino in Veneto e siamo la prima regione in Italia per produzione. Nel 2009, come ministro, ho vincolato il nome prosecco a 9 province, cinque venete e quattro friulane. Fuori da queste regioni non si può produrre prosecco. E da allora c’è stata un’esplosione tanto che oggi possiamo dire che una bottiglia di bollicine su tre nel mondo viene dai nostri territori”.


“È un comparto che vale 4,5 miliardi di euro. E il consumatore è attento alla sostenibilità ambientale, garanzia di prodotti certificati. Il lavoro che devono fare i consorzi e le associazioni di categoria è nella programmazione della produzione, dunque saper anche rinunciare a volte – ha aggiunto – Di rendita di posizione non si vive a vita. Dobbiamo quindi programmare bene. Ma differenziamo anche sulle tipologie. E dobbiamo fare anche squadra, perché in ordine sparso ci ammazzano sui mercati”.
Prima al convegno di Godega per l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond che ha portato il saluto del presidente del Veneto, Alberto Stefani, impossibilitato a intervenire alla serata. “Le perturbazioni dei mercati sono dietro l’altro. Tre sono le azioni che sto portando avanti – ha spiegato Bond – La prima è che presenteremo una delibera per l’istituzione di un tavolo con Condifesa per le avversità atmosferiche e il mutualismo; la seconda sono i nuovi mercati che possono essere aiutati dal pacchetto UE vino; la terza è il riallineamento cartografico dei vigneti, che mi crea preoccupazione, ma dobbiamo lavorare insieme perché in alcuni territori con grandi pendenze possiamo avere delle differenze”.


“Tra tre giunte – ha annunciato – porterò la delibera sui vigneti eroici, perché reputo che i vigneti eroici siano un esempio di una grande fatica fatta dai nostri agricoltori”.
Il convegno è quindi entrato nel vivo con l’intervento di Alberto Zannol (Direzione agroalimentare della Regione Veneto) che ha fatto il quadro sulla situazione del potenziale produttivo vitivinicolo per le denominazioni a Prosecco, Pinot grigio delle Venezie e Vini Venezia. “Oggi – ha evidenziato – la media è di 4 ettari di superficie vitata per azienda in Veneto, mentre cinque anni fa era 3,50 ettari. Quanto all’andamento degli estirpi e degli impianti, se nel 2022 e 2023 avevamo una situazione a pari, poi nella successiva annata ci sono stati più impianti e ora siamo tornati ad una situazione più livellate”.
“Ma c’è stato comunque un calo degli estirpi. Il rosso non va più: stiamo perdendo superficie. La superficie a glera ha raggiunto i 41.182 ettari, adeguando il potenziale produttivo al mercato. La superficie biologica rimane costante, mente quella certificata SQNPI è aumenta dal 2023 e quest’anno arriviamo a quasi il 50% della superficie totale: il sistema ha capito che conviene fare questo sia per garantirsi una pace sociale, sia perché ci sono anche effetti positivi su quelle che sono le esigenze del mercato – ha continuato – Il mercato risente di alcune turbolenze a livello internazionale. Quanto alla flavescenza dorata, dovremo intensificare sempre più gli interventi rispetto a chi non ha capito e si ostina a mantenere il vigneto invece di eliminare i focolai”.


Prima di passare la parola ai presidenti dei consorzi di tutela, per Banca Prealpi SanBiagio – main sponsor dell’Antica Fiera di Godega – è intervenuto Luciano Soldan, che ha evidenziato “il bel rapporto di collaborazione che qui si è instaurato”.
“I cali di consumi creano dei problemi alla pianificazione. Stiamo vivendo – ha evidenziato Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia doc e docg che rappresenta cinque denominazioni – un periodo complicato, dai dazi Usa che creano insicurezza, agli accordi di libero scambio che qualche sospetto generano, alle variazioni sui modelli di consumo soprattutto in territorio inglese. Nelle ultime annate – e il 70% della denominazione è fatta da Pinot grigio – abbiamo visto un calo di produzione e quest’anno c’è stato un calo del 13%, mentre sull’imbottigliato abbiamo avuto cali più contenuti. Per luglio 2026/28 ci sarà la possibilità di rivendicare ancora Pinot grigio”.


“Il mercato estero è difficile, ma il Pinot grigio ha tenuto abbastanza le posizioni anche se l’effetto dazi si vedrà in primavera – ha affermato Luca Rigotti presidente del Consorzio Pinot grigio delle Venezie doc il cui territorio si estende su tre regioni – C’è costanza di valore sul Pinot grigio negli ultimi anni. E siamo al lavoro per un basso grado, con sperimentazioni in atto, per arrivare a produrre Pinot grigio a basso grado naturale e non il de-alcolato. Il basso grado naturale è un prodotto più sostenibile, non passando per processi meccanici, ma essendo ottenuto nel modo tradizionale. E poi c’è un grande lavoro su viti resistenti. Sostenibilità sia rispetto dell’ambiente sia del consumatore. Come produttori dobbiamo essere in prima fila per creare una nuova cultura del bere”.
“Stasera c’è una platea incredibile e questo vuol dire che gli argomenti sono interessanti – ha esordito Franco Adamipresidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco docg denominazione che conta una superficie vitata di 8.665 ettari -. La produzione è pressoché uguale: nel 2025 1 milione 101mila quintali di cui 88.213 stoccati, con una giacenza di 92.200 ettolitri a fine 2025. Le rive eroiche tengono in piedi il valore immaginario della produzione. Le rive eroiche sono circa 1.600 ettari e chi ha una riva ha bisogno di circa 850 ore per ettaro, mentre per un vigneto meccanizzato servono 470 ore circa per ettaro. Quanto alla sostenibilità, la nostra denominazione sta andando oltre il 50%, e l’obiettivo ora è di arrivare al 60%”.


Michele Noal, presidente del consorzio Asolo Prosecco docg, in apertura ha evidenziato, parlando di vini rossi, la controtendenza registrata dal Recantina. Venendo alla denominazione ha fornito i dati 2025: “La vendemmia 2025 si è chiusa con un +3% di ettolitri certificati. Siamo arrivati a 30 milioni e 900mila bottiglie. A marzo capiremo se ci sarà un effetto negativo o meno legato ai dazi di Trump e al cambio dollaro-euro – ha affermato – La nostra esportazione è del 70% e quasi il 50% va negli Usa, per cui dobbiamo stare molto attenti a come ci muoviamo in questo mercato. Quanto al tema della sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale, di sensibilità del mercato ed economica”.
Ha chiuso Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio Prosecco doc: “In questi anni come denominazione abbiamo avuto uno sviluppo straordinario e il 2025 lo abbiamo chiuso con un +1,1% rispetto all’anno prima – ha dichiarato – La previsione è che nei primi mesi del 2026 ci sarà una flessione e dobbiamo interrogarci su cosa fare della nostra denominazione con 30mila ettari. Gli ettari certificati SQNPI sono aumentati e dobbiamo arrivare alla quota del 60% di prosecco sostenibile e il 5% a siepi. Quanto al nostro mercato, il 78% di tutta la nostra produzione finisce in cinque paesi: Italia, Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna”.


Il convegno è stato moderato da Fiorello Terzariol, ambasciatore delle Città del Vino e co-autore, con il vicesindaco di Godega di Sant’Urbano, Paolo Attemandi, di questo format.
Alla serata sono intervenute varie autorità in platea. Tra i presenti anche il nuovo direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner.
(Autore: redazione Qdpnews.it)
(Foto e video: Simone Masetto)
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