Il dilemma della Sostenibilità alimentare
In un mondo dove il termine “sostenibile” compare su ogni scaffale, sorge spontanea una domanda cruciale: quando possiamo davvero affermare che un cibo è sostenibile? La risposta rivela una complessità che va ben oltre le semplici etichette verdi che catturano la nostra attenzione.
Tre dimensioni inscindibili
La vera sostenibilità alimentare si costruisce su tre pilastri che devono coesistere armoniosamente. La dimensione ambientale considera non solo le emissioni di carbonio, ma anche il consumo idrico, l’uso del suolo e l’impatto sulla biodiversità. Un prodotto biologico che richiede enormi quantità d’acqua in regioni aride non può definirsi pienamente sostenibile, così come un alimento a basse emissioni che contribuisce alla deforestazione.
La sostenibilità sociale abbraccia le condizioni di lavoro, i diritti dei lavoratori e l’equità nella distribuzione dei benefici. Un frutto biologico raccolto da manodopera sottopagata contraddice i principi di sostenibilità, indipendentemente dal suo profilo ambientale impeccabile.
Infine, la sostenibilità economica garantisce che l’intero sistema sia vitale nel lungo termine, assicurando redditività per i produttori, accessibilità per i consumatori e resilienza delle filiere distributive.
Quando nasce la vera Sostenibilità
Un alimento diventa autenticamente sostenibile quando supera criteri rigorosi in tutte e tre le dimensioni attraverso un’analisi completa del suo ciclo di vita. Questo percorso inizia nei campi con metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente, prosegue attraverso processi di trasformazione efficienti, si sviluppa in sistemi di distribuzione ottimizzati e culmina in pratiche di consumo consapevoli.
I legumi coltivati localmente rappresentano un esempio virtuoso di questa sostenibilità integrale. Arricchiscono naturalmente il terreno fissando l’azoto, riducendo la necessità di fertilizzanti sintetici, offrono un’elevata densità nutrizionale con un consumo idrico contenuto e, quando venduti attraverso filiere corte, minimizzano l’impatto del trasporto. Se prodotti rispettando i diritti dei lavoratori e venduti a prezzi accessibili, incarnano perfettamente il modello di sostenibilità che cerchiamo.
La complessità delle scelte
Valutare la sostenibilità significa navigare in un mare di compromessi complessi. Un prodotto biologico trasportato da migliaia di chilometri può avere un impatto ambientale superiore a uno convenzionale coltivato localmente. Allo stesso modo, tecniche agricole intensive possono ridurre l’uso del suolo ma aumentare l’impatto chimico sull’ecosistema.
La sostenibilità non è un valore assoluto ma dipende profondamente dal contesto geografico, climatico e temporale. Un alimento sostenibile in una regione può non esserlo in un’altra a causa di differenze nell’ecosistema locale, nella disponibilità d’acqua o nelle condizioni socioeconomiche specifiche del territorio.
Il ruolo del consumatore
I consumatori devono sviluppare uno sguardo critico che vada oltre le promesse di marketing. La scelta di prodotti stagionali e locali quando possibile, la riduzione dello spreco alimentare e la considerazione dell’impatto nutrizionale complessivo della propria dieta diventano azioni concrete di sostenibilità quotidiana.
La stagionalità rappresenta spesso un indicatore naturale di sostenibilità, riducendo la necessità di conservazione artificiale, trasporti intercontinentali e coltivazioni energivore in serre riscaldate durante i mesi freddi.
Una Sostenibilità in evoluzione
La vera sostenibilità alimentare non è un traguardo statico ma un processo dinamico di miglioramento continuo. Emerge quando un prodotto dimostra un impegno concreto e misurabile verso la sostenibilità in tutte le sue dimensioni, considerando l’intero ciclo di vita e il contesto specifico di produzione e consumo.
Non cerchiamo la perfezione assoluta, spesso irraggiungibile, ma il progresso costante verso sistemi alimentari più equi, resilienti e rispettosi dell’ambiente. In questo percorso, ogni scelta consapevole contribuisce a costruire un futuro alimentare dove la sostenibilità non sia solo un’etichetta, ma una realtà tangibile e misurabile.
(Autore: Paola Peresin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
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