Olimpiadi, Zaia e i selfie coi tifosi americani. “Questi Giochi una mia idea”

Tra il braciere olimpico, le bandiere a stelle e strisce e i selfie improvvisati, a Cortina d’Ampezzo c’è anche chi ormai gioca “in casa” con il pubblico americano: è Luca Zaia, diventato quasi una curiosità internazionale dopo quella stretta di mano pre-cerimonia inaugurale con il vicepresidente Usa JD Vance, accompagnata da un commento che ha fatto il giro del mondo: “Questo tizio è forte”.

Da quel momento la notorietà dell’oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto sembra essere arrivata anche in America. E la conferma arriva proprio dalla Conca ampezzana, dove Zaia, tornato a Cortina per la prima volta dall’inizio delle Olimpiadi, viene fermato più volte da tifosi americani arrivati sulle Dolomiti per sostenere la squadra a stelle e strisce.

Durante un’intervista con i cronisti, ecco l’interruzione: un ragazzo con la tuta della nazionale Usa si avvicina e chiede un selfie sotto il braciere olimpico. “Di dove sei?”, domanda Zaia. “Texas”, la risposta.
“Adoro i cavalli texani” chiosa l’ex governatore.

La presenza di Zaia a Cortina è legata all’arrivo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Ci è sempre stato molto vicino – ricorda –, mi viene in mente il sorvolo in elicottero dopo la tempesta Vaia”. Domani, in Conca, è atteso anche Alberto Stefani, attuale presidente della Regione.

E Zaia non rinuncia a rivendicare la genesi del progetto olimpico: “Queste Olimpiadi nascono da una mia idea. Ho preparato il dossier su Cortina dando vita alle prime Olimpiadi diffuse. Oggi siamo i primi, ma veniamo già copiati dai francesi, anche sul doppio nome (Milano-Cortina ndr) dovremo abituarci. Se si vuole una legacy di sostenibilità ambientale bisogna usare quello che i territori hanno già”.

“Faccio i miei complimenti a tutti – conclude Zaia -, siamo stati bravissimi. Questa è una macchina che ha dato dimostrazione a livello internazionale dell’efficienza. Basti pensare al grande veneziano Marco Balich che con la grande cerimonia inaugurale ha dato dimostrazione al mondo che non siamo Francesi”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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