Un carabiniere in servizio alle Paralimpiadi di Cortina che consegna una mimosa a un ragazzo perché la regali a una donna. Un gesto semplice, a cui i turisti presenti in Corso Italia hanno assistito questa mattina e che, proprio nella Giornata internazionale della donna, non è passato inosservato. Un gesto spontaneo compiuto proprio mentre, all’interno di Casa Veneto, si parlava di violenza contro le donne e di come prevenirla.
È stato infatti presentato il progetto “SICURA – Fase Due: la forza della rete territoriale”, promosso dalla Regione del Veneto per rafforzare il sistema di prevenzione e sostegno alle vittime di violenza. L’iniziativa rientra nella campagna regionale “SiCura”, nata per promuovere una rete capillare di servizi di ascolto, protezione e accompagnamento per le donne che subiscono violenza, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, enti locali, università e terzo settore. Con la seconda fase del progetto l’attenzione si concentra soprattutto sul ruolo della rete territoriale, considerata uno degli strumenti più efficaci per garantire risposte rapide e integrate ai bisogni delle vittime.
All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale alle Politiche sociali Paola Roma, il direttore della U.O. Famiglia, Minori, Giovani e Servizio civile Pasquale Borsellino e Palma Ricci, responsabile dell’Ufficio Diritti umani e libertà fondamentali. Un momento di confronto che ha permesso di fare il punto sulle azioni già avviate e sulle strategie future per rafforzare la prevenzione e il sostegno alle donne.
“Oltre al lavoro quotidiano svolto dal terzo settore e dalle associazioni – ha spiegato l’assessore Paola Roma – abbiamo cercato di potenziare gli sportelli e i servizi sul territorio per mettere a sistema tutte le azioni già esistenti. Ora continueremo a investire molto sulla formazione, non solo per avvocati e psicologi ma anche attraverso lo sport e il coinvolgimento delle federazioni sportive”.
L’obiettivo, ha aggiunto l’assessore, è costruire un percorso educativo che parta dalla famiglia e coinvolga tutte le generazioni: “Serve una formazione che arrivi davvero a tutti, dai più piccoli ai più grandi, lavorando sempre di più in rete con chi ogni giorno si occupa di contrastare la violenza”.
Un’attenzione particolare è dedicata anche alle forme di violenza meno visibili, come quella psicologica. “È fondamentale intercettarla prima che degeneri – ha sottolineato Roma – perché spesso è proprio da lì che iniziano situazioni che poi sfociano in violenze più gravi”.


Nel corso dell’incontro si è parlato anche di un necessario cambiamento culturale, a partire dal ruolo degli uomini nella società e nelle relazioni familiari. “Dobbiamo ripensare alcuni modelli che arrivano dal passato – ha spiegato il direttore Pasquale Borsellino – perché ciò che abbiamo visto nelle generazioni precedenti non sempre è adeguato alla società di oggi”.
Il cambiamento, secondo Borsellino, riguarda anche i gesti quotidiani e gli stereotipi ancora diffusi: “Per esempio pensare che i piatti li debbano lavare solo le donne, pensare che una donna debba guadagnare di meno, pensare che i ruoli apicali o chi comanda o decide debba essere sempre un uomo: sono stereotipi che vanno cambiati”.


I numeri della rete regionale confermano l’impegno del Veneto sul tema. Secondo i dati aggiornati al 2025, sul territorio sono attivi 25 centri antiviolenza con 37 sportelli – quattro dei quali ospitati nelle università – e 42 case rifugio dedicate alla protezione delle donne vittime di violenza.
Con “SiCura – Fase Due” la Regione punta ora a rafforzare ulteriormente questa rete, coinvolgendo centri antiviolenza, case rifugio, università, enti locali e centri per uomini autori di violenza in un’azione condivisa di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno.
Un impegno che, proprio nella giornata dell’8 marzo e nel contesto internazionale delle Paralimpiadi, ribadisce un messaggio chiaro: la lotta alla violenza di genere passa prima di tutto dalla costruzione di una comunità capace di fare rete e di promuovere un vero cambiamento culturale.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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