“Salve, scusa se ti disturbo, posso chiederti una cosa?”: è il messaggio che circola sui social e su WhatsApp da contatti il più delle volte sconosciuti.
Sono messaggi di fronte ai quali bisogna porre attenzione, in quanto sono dei potenziali messaggi truffa, per estorcere dati personali o denaro urgente e per proporre guadagni in cambio di collaborazioni sui social.
Come consiglia la Polizia postale, è meglio non rispondere a questi messaggi, perché proprio la risposta è l’obiettivo del truffatore, che usa frasi “innocue”, per far abbassare la guardia e procedere con le proprie richieste.
Il tentativo dei truffatori è proprio quello di iniziare una conversazione con la vittima, giocando sul fatto che quest’ultima non conosce l’interlocutore.
Allo stesso modo, non bisogna cliccare su link e allegati, ma è consigliabile bloccare i mittenti sconosciuti.
(Autore: Arianna Ceschin)
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