Verso le Regionali, Lega riunita a Santa Caterina. Stefani: “Zaia imprescindibile”. Conte: “Chi ci attacca si autoesclude”

La Liga Veneta scalda i motori in vista delle prossime elezioni regionali e si affida, per la costruzione del suo programma di governo, all’esperienza dei suoi sindaci e dei suoi amministratori.

Intervista ad Alberto Stefani

Questa mattina, la cornice rinascimentale dei musei di Santa Caterina a Treviso ha visto sfilare circa 450 esponenti del partito veneto, in rappresentanza di 250 Comuni.

Un appuntamento che ha inaugurato la “fase 2” per la realizzazione di un programma elettorale partecipato e condiviso con il territorio, le imprese e le associazioni di categoria, attraverso il quale continuare a governare la Regione. Un’assemblea partecipata fatta di proposte, idee e contenuti, che ha registrato oltre 50 interventi e delineato una visione sulle grandi sfide del futuro.

“Ci siamo misurati con il territorio, abbiamo dialogato con i cittadini raccogliendo oltre 10 mila proposte e contributi – esordisce Alberto Stefani, segretario regionale della Liga Veneta, nel suo discorso di saluto –: così nasce il programma della Lega. L’assemblea di oggi accoglie e raccoglie l’esperienza dei nostri sindaci e dei nostri amministratori, la cui conoscenza del territorio rappresenta uno dei pilastri fondamentali per costruire un programma amministrativo capace di affrontare i temi nodali che interessano una società in continuo mutamento. Tante le sfide a cui dare nuove risposte, dall’invecchiamento attivo alla tutela e al disagio giovanile, dalla salute fisica al benessere mentale, dall’aumento delle patologie neurodegenerative ai temi sociali. Sono questioni che richiedono coraggio, ma è compito della politica quello di anticipare le sfide e di proporre soluzioni”.

Buona politica e centralità dei territori che sono, per il segretario regionale, la cifra distintiva della Lega: “Il nostro partito ha dato prova di essere capace di amministrare con coscienza e capacità le nostre comunità, e per questa ragione i veneti e i loro rappresentanti sono parte integrante del programma di governo che vogliamo offrire al Veneto. So bene come il toto nomi tenga banco più dei contenuti – spiega il segretario -, ma in questo momento per noi è la squadra ad avere la priorità, non il singolo”.

Idee chiare anche sul ruolo della coalizione e sul rapporto con gli alleati: “Certamente siamo aperti a una coalizione di governo regionale di centrodestra, che è la casa naturale alla quale guarda la Lega. Ciononostante, non bisogna dimenticare come in Veneto il nostro partito sia in grado di contare su una classe dirigente importante e di alto profilo – rivendica il segretario regionale -. In questa fase, però, è essenziale mettere al centro il programma, non lanciare candidature o intraprendere corse in solitaria, ma voglio rassicurare tutti, anche la nostra base: abbiamo una rosa di candidati estremamente valida con una squadra e con idee altrettanto valide che faranno la differenza, perché è innegabile che la Lega conosca questo territorio meglio di chiunque altro”.

Continuità amministrativa è la parola chiave più volte pronunciata nel corso dell’assemblea. Continuità che porta il nome di Luca Zaia, oggi grande assente: “Il presidente Zaia rappresenta una parte importante per la storia di questo territorio – ricorda Stefani -, un patrimonio che vogliamo conservare e valorizzare all’insegna della continuità e che porteremo al tavolo delle trattative, perché rappresenta l’essenza di una trasversalità elettorale che in Veneto è innegabilmente merito del nostro presidente. Metteremo in campo le donne e gli uomini migliori di questo partito, ma quando si parla di questa regione – conclude – non si può prescindere da Luca Zaia”.

Intervista a Mario Conte

Su una possibile “lista Stefani”, il segretario è più cauto: “Non sono io a scegliere il candidato presidente, potrebbero esserci liste collegate a molti amministratori, penso ad esempio a Mario Conte. Si tratta di decisioni che verranno prese nel direttivo regionale: non qui, non oggi”.

Chiamato in causa, anche rispetto a una possibile candidatura alla presidenza della Regione, il primo cittadino del capoluogo della Marca… si smarca: “Per il momento sono concentrato esclusivamente su Treviso e sui bisogni dei suoi cittadini – esordisce -, anzi, conclusa questa importante assemblea mi aspettano due o tre questioni urgenti che riguardano alcuni dei cantieri aperti in città. Rispetto alla coalizione e ai nostri alleati tengo a dire una cosa: il nostro atteggiamento è quello della proposta e della costruzione, ma è innegabile come in questi giorni ci sia qualcuno che ha deciso di costruire la propria campagna elettorale sulla critica nei confronti di questa amministrazione regionale. Ecco, non credo che questo sia l’ingrediente giusto per costruire un percorso insieme. Naturalmente spetta alle segreterie di partito scegliere la strategia generale, ma è altrettanto vero che leggere attacchi quotidianamente rivolti al presidente Zaia agita gli animi della nostra base. E’ giusto mettere dei paletti”.

Tensioni con alcune frange della coalizione che stringono i leghisti intorno al loro presidente all’insegna della continuità, richiamata più volte: “La conoscenza della comunità è centrale per il futuro della regione. Purtroppo registriamo voci che invece di voler dare continuità amministrativa alla coalizione ne evidenziano, strumentalmente, criticità e punti deboli. Se ciascuno assumesse l’atteggiamento che oggi ha assunto la Lega – insiste il primo cittadino di Treviso – non ci saranno difficoltà nel trovare un punto di sintesi. I toni usati fanno la differenza, per quanto mi riguarda chi attacca si autoesclude e chi costruisce è ben accetto. Invitiamo tutti a portare proposte, come ha fatto la Lega. I rancori personali non servono alla coalizione, non interessano ai veneti e non servono al Veneto”.

(Autrice: Emma de Maria)
(Foto e video: Emma de Maria)
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