In occasione delle festività di fine anno, il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia si è recato in visita al Carcere Due Palazzi di Padova, per portare il saluto istituzionale e la vicinanza dell’intera comunità veneta a chi vive e lavora all’interno della struttura e idealmente di tutti gli istituti penitenziari del Veneto.
Ad accoglierlo la direttrice Maria Gabriella Lusi, con cui Zaia si è confrontato sui principali progetti attivi nel carcere, in particolare quelli legati al lavoro e al reinserimento sociale.
“Sono qui per dire grazie – ha dichiarato Zaia – a chi ogni giorno opera in questa realtà: agenti della Polizia Penitenziaria, personale amministrativo, educatori, medici, operatori sociali e volontari. Il carcere non è una periferia della società: è una parte viva della nostra comunità, dove si costruisce sicurezza vera, offrendo percorsi di riscatto a chi ha sbagliato”.
Nel corso della visita, il presidente dell’assemblea di Palazzo Ferro Fini ha avuto modo di incontrare anche alcuni detenuti impegnati in attività formative e lavorative. Da qui, l’occasione per rimarcare il valore concreto di queste esperienze nel contrasto alla recidiva.
“I numeri parlano chiaro: il 65% di chi esce dal carcere senza un percorso di recupero torna a delinquere, mentre solo il 2% di chi ha avuto accesso a un lavoro e a una rete sociale durante la detenzione ricade nel crimine. Questo significa che il 98% riesce a costruirsi una nuova vita. È questa la vera prevenzione, ed è su questa strada che il Veneto sta dando l’esempio”.


Zaia ha ricordato come il Carcere di Padova rappresenti oggi uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale per il lavoro penitenziario e la riabilitazione sociale, con quasi il 30% delle attività inclusive realizzate in Italia che fanno capo a questa struttura. Un sistema consolidato, che coinvolge cooperative, imprese, associazioni e progettualità di ampio respiro.
“Qui grazie al lavoro dei detenuti si producono eccellenze del made in Italy – ha aggiunto –. Dall’artigianato, dalla moda, alla pasticceria di alta qualità, fino a iniziative editoriali come “Ristretti Orizzonti” o il centralino telefonico di prenotazione al servizio degli ospedali. Questo carcere dimostra che recuperare è possibile e che la dignità si ricostruisce anche con un lavoro ben fatto”.
Nel corso dell’intervento, Zaia ha rivolto anche un invito al mondo imprenditoriale veneto: “Invito le aziende del territorio che vogliono unire impresa e impegno sociale a valutare la possibilità di attivare collaborazioni con il sistema carcerario. Esistono spazi, competenze e risorse umane per sviluppare attività produttive capaci di creare valore vero – dentro e fuori le mura – contribuendo a un cambiamento reale. È un’opportunità per le imprese e per la comunità”.
Zaia ha quindi espresso apprezzamento per l’attenzione crescente che il Governo sta dedicando al sistema penitenziario: “Un ringraziamento particolare va al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Sottosegretario Andrea Ostellari, che stanno lavorando con serietà e concretezza su un tema complesso e spesso lasciato in ombra. La loro attenzione al mondo carcerario è un segnale positivo che merita di essere riconosciuto”.
“Essere qui oggi ha un significato profondo – ha dichiarato Zaia concludendo la visita -. Le festività sono anche il momento per riflettere su chi vive situazioni difficili. Chi ha sbagliato deve pagare, ma deve anche avere una seconda possibilità per tornare a essere cittadino tra i cittadini. Qui, questo accade ogni giorno, grazie a un lavoro fatto con competenza, rigore e umanità”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Regione del Veneto)
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