È tornato a nuova luce il campanile della chiesa arcipretale di Susegana: si è concluso nelle scorse settimane il lavoro di restauro conservativo alla torre che affianca l’edificio di culto parrocchiale dedicato alla Visitazione della Beata Vergine Maria.
Si è trattato di una fase di manutenzione edilizia importante, che si attendeva da diversi anni, come testimoniava la presenza da molto tempo di una struttura alla base del campanile, a indicare l’esecuzione di imminenti e urgenti lavori.
A fornire i dettagli dell’intervento svolto è l’architetto Susanna Maset, progettista e direttore dei lavori: “Abbiamo perfezionato innanzitutto un intervento di controllo, recupero e consolidamento degli intonaci – spiega -, perché già da alcuni anni il campanile era interessato da cadute di materiale dalle parti sommitali. È stata inoltre effettuata un’importante opera di pulitura, perché la superficie risultava corrosa da un evidente attacco biologico, e pure una revisione completa dei rinforzi metallici che si trovano nella cuspide”.
Sicuramente è ben visibile agli occhi di coloro che transitano dinanzi al luogo sacro il cambiamento avvenuto nell’immagine complessiva, anche relativamente ai colori della struttura.


“Abbiamo ripreso le cromie originali, le cui tracce si erano conservate negli strati più interni del campanile e sono testimoniate dalle fotografie del primo dopoguerra – precisa Maset –: in un restauro effettuato nel passato si era scelto di mantenere un colore neutro, mentre con questo intervento abbiamo voluto recuperare e riproporre quella che consideriamo una peculiarità del campanile e l’armonia cromatica anche riferita al complesso della chiesa”.
L’intervento è durato concretamente due mesi, anche se l’iter burocratico per le necessarie autorizzazioni e l’interlocuzione con l’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Vittorio Veneto ha richiesto un tempo più lungo: “Abbiamo iniziato a dicembre con l’installazione dei ponteggi e l’effettuazione dei primi controlli – conferma l’architetto -, mentre i lavori si sono svolti tra marzo e maggio. Le impalcature sono state smontate recentemente, contestualmente ad una revisione del parafulmine”.
Come spiega ancora Maset, non si conoscono le origini esatte del campanile “perché non ci sono tracce documentarie su fonti certe: considerandone i caratteri architettonici, possiamo datare la costruzione della torre attorno al Settecento”.
“Aveva subìto un’importante lesione strutturale al fusto, poi riparata, a causa di un bombardamento durante la prima guerra mondiale e con certezza erano stati effettuati degli importanti lavori strutturali e sulla cuspide nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso e inaugurati nel 2000”.
Con questi importanti lavori di recupero viene riportata all’antico splendore una parte molto significativa del complesso della chiesa arcipretale di Susegana, che conserva pregevoli opere ed è stata inserita nella mappa dell’iniziativa “Luoghi del Sacro in Terra Unesco”, realizzata da Qdpnews.it in collaborazione con l’Istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” e l’Ufficio Arte Sacra della Diocesi di Vittorio Veneto, con il contributo di Banca Prealpi SanBiagio, presentata ufficialmente lo scorso 27 giugno a Tarzo (qui l’articolo).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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