Verso il voto. Salvini: “Il Veneto resti alla Lega”. Zaia: “No a scambi di prigionieri”

Luca Zaia

Una cosa è certa: Luca Zaia non vuole (ancora) svelare le carte sul suo futuro. E questo significa che qualcosa di sicuro bolle in pentola. E così, anche ieri a Palazzo Balbi è riuscito brillantemente a dribblare ogni domanda su cosa farà una volta lasciata la guida della regione Veneto. “Rubo spazio ai miei ospiti” (tra cui anche l’associazione Unesco che ha presentato la terza edizione di Una Collina di Libri), ha tagliato corto, evitando – ancora una volta – qualsiasi risposta diretta.

Ma ormai il tempo stringe, appurato che si voterà in autunno, con i rumors che parlano di un possibile rimpasto di Governo in cui proprio Zaia potrebbe avere un ruolo da ministro. Del resto, che il leader della Lega Matteo Salvini voglia un ritorno al Viminale ormai è cosa certa.

“Mi volete ai trasporti” scherza Zaia, ma quando qualcuno ipotizza uno “scambio” tra la presidenza della Regione — che potrebbe andare a Fratelli d’Italia — e un incarico di governo per lui, Zaia si fa serio: “Ho la garanzia scaduta. È inaccettabile pensare o immaginare che si diffonda l’idea di uno scambio di prigionieri. La scelta sul prossimo candidato sarà autonoma, nascerà in seno al partito e non ha nulla a che vedere con quello che farò io”.

Poi il paragone con il 2010, quando ci fu lo scambio di testimone con Giancarlo Galan: “Allora ci fu un passaggio di consegne strutturato e programmato. Oggi non è così. Io non sono in una posizione da cui ci si deve ricandidare; quindi, è un accostamento che oggettivamente non vedo opportuno. Sono passato dal Commissario Europeo ai Ministeri a Palazzo Chigi – prosegue Zaia -. Poi ho virato o e sono andato verso il Coni. Siamo ai livelli veramente di riscaldamento a bordo campo. Credetemi, io leggo quello che voi scrivete, non ne so nulla. Vi do la mia parola”.

Intanto, da Verona, Matteo Salvini ha annunciato che nei prossimi giorni si comincerà a discutere, nel centrodestra, del futuro della Regione Veneto, che però secondo lo stesso ministro “dovrebbe rimanere al Veneto”. A Roma il vicepremier ha rincarato la dose, facendo suo l’ultimo slogan elettorale del governatore: “Dopo Zaia, solo Zaia. Sono contento perché Luca sarà protagonista delle prossime elezioni regionali in Veneto – aggiunge Salvini parlando del governatore uscente -. Mettere in discussione il buon governo della Lega in Veneto da parte degli alleati sarebbe ingeneroso”.

Un tema che potrebbe tornare d’attualità già martedì, quando Giorgia Meloni sarà a Venezia per il Festival delle Regioni. “Certo che la incontrerò – ha confermato Zaia –: con la presidente Meloni ho un ottimo rapporto, e ci sarà modo di parlare”.

Per ora, Zaia preferisce non sbilanciarsi su possibili successori: “Non so chi sarà, e commenterò le candidature solo quando potrò farlo. Quello che è certo è che i nostri interlocutori sono i cittadini, non la politica. È nostro compito continuare a fare il nostro lavoro di amministratori. In questi anni lo standing internazionale del Veneto è cresciuto molto e ne siamo orgogliosi. Chi verrà dopo di noi troverà molto lavoro già fatto, ma dovrà farne altrettanto per mantenere alta la reputazione che la nostra regione si è saputa costruire”.

(Autore: Simone Masetto)
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