Vent’anni di Cirve: un convegno sul futuro della produzione e della ricerca

Ricerca, produzione vitivinicola e turismo esperienziale: è questo il trinomio tematico emerso questa mattina nel corso della cerimonia per i vent’anni di attività del Cirve – Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova a Conegliano.

Intervista all’assessore regionale Federico Caner

Iniziativa che si è svolta nell’Aula Magna – Campus Universitario dell’Università di Padova, sulla scia del tema “Il Cirve verso il futuro: linee di ricerca per il vigneto, la cantina, il mercato”.

L’appuntamento si è aperto con i saluti istituzionali, compresi quelli del sindaco Fabio Chies che ha ringraziato l’istituto di ricerca per questi vent’anni, seguito dalle parole di Maria Grazia Morgan (dirigente dell’istituto Cerletti), di Ivo Nardi (presidente di ITS Academy Agroalimentare), di Riccardo Velasco (direttore di Crea-Ve), di Gianni Barcaccia (direttore del dipartimento Dafnae), di Vincenzo D’Agostino (direttore del dipartimento TeSAF), di Paolo Sambo (prorettore delle sedi esterne dell’Università di Padova).

Subito è emersa la volontà di investire sempre di più sulla ricerca e sulle attività del centro, tanto che è emerso come il cda del Cirve abbia già approvato l’investimento di 700 mila euro per la sistemazione del primo piano della palazzina in cui si trova il Centro stesso.

Successivamente, l’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner si è focalizzato sulla necessità di incentivare la ricerca, considerati i cambiamenti che il mondo – e di riflesso il settore dell’agricoltura – si trova a dover affrontare.

“Sono sfide importanti e c’è l’aspettativa, anche da parte della politica nazionale, di investire sempre di più in formazione e innovazione – ha affermato -. La sfida sta nel cercare e avere delle soluzioni nuove. Ci vuole un approccio olistico e bisogna trovare insieme delle soluzioni che consentano di produrre”.

Andrea Curioni, direttore del Cirve, ha sottolineato l’utilità nel diffondere i risultati delle ricerche svolte, favorendo i rapporti tra l’università e i centri di ricerca.

Ricerca che ha dovuto tenere conto di problematiche derivanti dai cambiamenti climatici, dalla psicologia del consumatore, dal turismo del vino e dalle nuove tecnologie. “Bisogna essere capaci di integrare nuove culture e competenze”, secondo lui, a cui dovrebbero aggiungersi opportune possibilità di formazione, “per restare al passo con i tempi”.

La tavola rotonda con i ricercatori del Cirve (Giovanni Battista Tornielli, Viviana Corich, Luca Rossetto, con la moderazione di Margherita Lucchin), ha illustrato i progetti portati avanti in questi anni, come ad esempio lo studio del metabolismo dei lieviti, durante i processi fermentativi.

Tavola rotonda che ha lasciato spazio a una seconda, con i presidenti dei Consorzi di denominazione (e la moderazione di Vasco Boatto), i quali si sono confrontati sulle necessità che il mercato del futuro richiede.

In generale, le criticità segnalate sono state essenzialmente un mancato collegamento tra mondo dei produttori e settore della ricerca; la difficoltà nell’individuare in anticipo le patologie che possano mettere in difficoltà i vigneti (quindi una mancata comunicazione tra il mondo produttivo e l’ambito scientifico); una distribuzione non equa in fatto di reddito di filiera.

“Serve un’ottica di sistema”, è il concetto generale emerso, mentre non è mancato un riferimento al tema dei dazi.

“Bisogna fare rete di impresa, anche con le aziende delle altre Regioni” è stato uno degli appelli lanciati. Appelli che hanno riguardato anche il settore turistico, considerato che, come segnalato durante l’incontro, le nostre Colline non sarebbero davvero così conosciute in tutta Italia.

Ma anche la diffusione di una cultura “del bere consapevole” è una delle richieste avanzate per il futuro, come la valorizzazione del prodotto, con una conoscenza di base delle nuove tecnologie.

Da parte sua, Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Unesco, ha riferito che la presenza turistica (di almeno tre giorni di permanenza) nel territorio ha raggiunto un +10%, mentre il turismo straniero avrebbe toccato quota +34% (specialmente da Germania, Francia, Stati Uniti e Canada).

Una crescita che sarebbe in linea con la sostenibilità del territorio (una crescita sproporzionata sarebbe un danno, ha osservato): “Ricordiamoci che il turismo locale porta un vantaggio per la comunità” ha aggiunto.

L’appuntamento si è quindi concluso con la lezione magistrale di Luigi Moio (1° vicepresidente OIV – Università degli Studi “Federico II” di Napoli) e con la premiazione dei vincitori del concorso “Buon 20esimo anniversario Cirve”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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