“Vogliamo giustizia per Dennys, non crediamo sia morto annegato”. La famiglia del ventunenne di origini venezuelane, residente a Pasiano di Pordenone e morto mercoledì lungo il fiume Piave, nel territorio di San Biagio di Callalta, fatica a credere che quanto accaduto sia stata solo una tragica fatalità.
“Volevamo fare l’autopsia, ma costa 5 mila euro” spiega Neymar Lopez: per lei Dennys era come un fratello, avendo vissuto praticamente assieme fin da bambini. La giovane ha anche voluto lanciare l’hashtag social #giustiziaperdaniel per chiedere che sulla morte di Daniel — come lo chiamavano affettuosamente amici e familiari — venga fatta giustizia.
Dopo gli accertamenti, la Procura della Repubblica di Treviso ha restituito la salma alla famiglia senza avviare alcun procedimento penale, in quanto dalle indagini non sono emersi elementi che facciano pensare a un reato.
Dennys viveva a Pasiano di Pordenone con il patrigno, i fratelli e le sorelle, mentre la madre era rimasta in Venezuela, loro Paese natale. Da diversi anni lavorava alla Friuli Intagli, dove era apprezzato e stimato dai colleghi.
“Era una persona allegra e solare – racconta Neymar – non avrebbe mai fatto del male a nessuno”. Ieri familiari e amici si sono recati nel luogo della tragedia, increduli e sconvolti per quanto accaduto.
Al momento non si conosce la data dei funerali, ma non si esclude che il rito possa essere celebrato già nei prossimi giorni, forse anche sabato.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: per gentile concessione di un lettore)
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