Il futuro della città di Conegliano è stato ancora una volta al centro del dibattito pubblico: ieri sera il Teatro Toniolo ha ospitato un nuovo appuntamento del convegno “Conegliano Futura”, per riflettere sulle prospettive per un nuovo volto della città.
L’iniziativa è stata organizzata dal Circolo Culturale Conegliano, con il contributo di Banca Prealpi SanBiagio.
L’incontro ha messo in luce alcuni aspetti da modificare, quali la viabilità, l’organizzazione dei parcheggi, la necessità di realizzare infrastrutture funzionali alle zone da rigenerare.
Tutto allo scopo di aumentare il numero di visitatori in una città dal volto differente e in grado di attirare sempre nuovi investitori.
Una città, quindi, dipinta come un luogo da rigenerare e implementare, per consentirne una maggiore crescita.


Dopo i saluti istituzionali del sindaco Fabio Chies, il quale ha ricordato le potenzialità di Conegliano, è toccato a Luciano Finesso, presidente del Circolo, che ha sottolineato quanto gli spazi e le ex aree dismesse debbano rispondere alle esigenze di tutti.
“Mancano un disegno e una visione complessiva, sono stati fatti interventi a macchia di leopardo – ha affermato Finesso -. Ecco, quindi, che crediamo sia importante trovare un momento corale di intervento, affinché vengano create delle condizioni perché tutti vadano nella stessa direzione”.
La parola è quindi toccata a Carlo Canato (architetto, già dirigente al Comune di Conegliano e nella Regione Veneto), il quale ha specificato che “la città non è fatta solo di edifici, ma di rapporti umani”.
“Conegliano nel tempo non ha mai perso le sue caratteristiche principali – ha proseguito -. La città ha un ruolo al centro del sistema. Serviranno interventi urbanistici adeguati a questo contesto e la rigenerazione serva a favorire l’avanzamento dello sviluppo, garantendo l’esistente. Sono molteplici gli strumenti da mettere in campo, in sinergia con il territorio”.
In riferimento alle opere da concretizzare, tuttavia, è stato sollevato il problema delle tempistiche di realizzazione, in rapporto all’offerta che, nel tempo, è destinata a mutare.
“C’è difficoltà nel mettere in connessione il tempo delle decisioni con quello delle realizzazioni e Conegliano ha difficoltà nel raccontarsi e nel raccontare il proprio valore”, ha aggiunto Canato, il quale ha elencato i punti della città, che devono essere rigenerati, ovvero i luoghi di accesso a Conegliano, il sistema di integrazione tra le diverse forme di mobilità (anche ciclopedonale), l’organizzazione delle aree verdi.
La premessa di Massimo Colomban (imprenditore noto per l’attività di Castelbrando) è stata che “tutto ciò che non cresce, è destinato al declino”, per poi evidenziare l’assenza di parcheggi, in un numero adeguato per le future aree dismesse, ma anche la mancanza di infrastrutture. Infrastrutture che, se non realizzate, a detta di Colomban, faranno sì che le ex aree dismesse (acquistate dai privati per una rigenerazione) siano destinate a non avere successo.
“Se non si risolveranno i problemi, come quello della viabilità, la città si ingolferà – ha dichiarato Colomban, il quale ha annunciato la creazione di un apposito gruppo di lavoro in seno allo stesso Circolo culturale -. Bisogna pensare a una nuova forma di viabilità sul Cavallino e al problema di un tunnel di fronte alla stazione. Serve coinvolgere altri Comuni, la Provincia e la Regione”.
Nel corso della conferenza sono state menzionate le ipotesi di un parcheggio multipiano, da almeno 3 mila posti, e di un mercato coperto permanente, pensato e gestito dall’amministrazione, completo di spazi per eventi e forme di intrattenimento.
Alberto Gava (presidente dell’associazione Nova Vita, alla regia del Festival Cultura Liberata) ha invece puntato sulla necessità di investire su ricerca e sviluppo, in quanto “la sfida del territorio è quella dell’imprenditorialità”.
“Conegliano deve riuscire a essere l’hub centrale della formazione continua – ha continuato -. Bisogna sostenere l’innovazione e non bisogna restare fermi. Bisogna collaborare”.
Giuliano Vantaggi (site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Unesco) ha mostrato una visione più positiva per il futuro della città, chiarendo quanto sia cambiata la percezione del territorio dall’esterno. Territorio divenuto il baricentro di una Regione che conta 16 titoli Unesco. “Con l’imprenditoria che c’è, il territorio riprenderà a brillare: andrà sempre meglio” ha concluso.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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