“È stato una persona buona e bella”: folla per l’ultimo saluto a Bruno Rossi

Cerimonia commossa questa mattina nella chiesa di San Pio X a Conegliano, per l’ultimo saluto a Bruno Rossi, impresario edile e geometra deceduto mentre era in vacanza in Sardegna, a San Teodoro.

Una scomparsa improvvisa, la sua, provocata da un malore probabilmente causato dal caldo durante le ferie, queste ultime di norma sinonimo di divertimento e relax.

Tante le persone che si sono strette attorno alla famiglia del defunto, alla moglie Nadia e ai figli di Bruno, che hanno accompagnato la bara cosparsa di rose bianche e rosse, con un piccolo cuore di fiori bianchi.

“Ci sono momenti in cui la morte ha il volto del ladro, perché ci porta via quanto è per noi più prezioso – ha detto don Michele Maiolo, parroco celebrante -. Nessuno ha il potere di cambiare la realtà e di portare indietro le lancette dell’orologio”.

“Il dolore fa male, ma più male fa e più esprime ciò che si è vissuto insieme – ha proseguito -. La fede è il luogo dove ritrovare l’amore, che è ciò che riesce ad attraversare il tempo”.

“Siamo oggi qui ad annunciare chi è dentro a questo amore e condividiamo l’esperienza di cui Dio sa farci dono – ha aggiunto -. Abbiamo la possibilità di incontrarci con Bruno, nella dimensione dell’amore. Gesù non ci dà mai la risposta subito, ma ci invita a riflettere”.

Non lasciamo a domani quello che dobbiamo e possiamo fare oggi così, quando la morte arriverà, non avremo rimpianti – ha continuato il parroco celebrante -. Dobbiamo collocarci nella prospettiva dell’eternità e, un giorno, ci ritroveremo con tutte le persone incontrate in vita”.

Don Maiolo ha quindi fatto riferimento alla tovaglia presente sull’altarericamata dalla madre di Bruno Rossi, “la quale mai si sarebbe immaginata che sarebbe servita per il funerale del figlio”, ricordando quanto i genitori del defunto fossero ben inseriti nella comunità.

Poi il sacerdote ha ricordato la passione per la musica e la montagna di Bruno Rossi: “La musica ha un linguaggio universale, capace di oltrepassare ogni confine – ha spiegato don Maiolo -. Allo stesso modo, Bruno aveva la voglia di non fermarsi e di andare oltre alla superficie”.

“È stato una persona capace di essere buona e bella, per i suoi familiari e amici – ha aggiunto -. Siamo qui per celebrare la vita e la sua morte prematura siano un insegnamento prezioso per comprendere la vita di tutti i giorni”.

Don Maiolo ha quindi donato una candela accesa alla famiglia, “simbolo della vita eterna”: “Spero vi possa sostenere nel cammino della vita” è stato il suo augurio.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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