“Il cane è il miglior amico dell’uomo”: non è solo un detto che sentiamo ripetere, ma una verità effettiva e lo dimostra la vicenda di Asia, vero e proprio cane-coraggio e medaglia al valore, ora deceduto a causa di una polpetta avvelenata.
Era fine ottobre dello scorso anno e la sua proprietaria, Emanuela Tardiani Papale, di professione maestra con un passato lavorativo anche come direttrice di hotel in Francia, era da poco rientrata nella sua abitazione di Revine Lago, dopo una giornata di lavoro.
Lì ad attenderla c’era, come sempre, il suo cane pastore dell’Asia centrale, inaspettatamente insistente nel voler andare fuori casa con la sua padrona.
“Al momento non avevo sospettato nulla, vedevo soltanto che il cane era insistente nel voler essere portato fuori e così ho fatto – ha raccontato Emanuela Tardiani Papale -. La mattina dopo, invece, l’ho trovata in un lago di sangue e, da lì, è partito tutto: nove giorni di pura agonia, per lei e anche per me”.
Fa ancora fatica a parlare di quanto accaduto la signora Emanuela, costretta a interrompere a più riprese il racconto, per le lacrime versate per la sua Asia.
“Lo strazio è durato nove giorni e l’ho portata nelle due migliori cliniche del Veneto, spendendo oltre 7.100 euro in cure veterinarie. Purtroppo non ce l’ha fatta: è morta il 4 novembre dello scorso anno e, ancora, non mi do pace. Voglio giustizia“.
Chiede dunque giustizia Emanuela Tardiani Papale per il suo cane, che tanto ha fatto per starle vicino, tanto da ricevere la medaglia al valore, conferita da “Miss & Mister Dog” assieme alla F.I.S.A. (Federazione Italiana Salvamento Acquatico): sì perché proprio Asia ha difeso più volte la signora in un caso di stalking, che l’ha portata a vivere per un anno in codice rosso e sotto scorta.
Tutto dopo già aver vissuto un dolore precedente, ovvero quello della perdita della figlia.
La signora comprensibilmente non ha molta voglia di rivivere quei momenti così complessi e dolorosi, ma sicuramente c’è la volontà di chiedere giustizia per il suo cane e per capire cosa sia veramente accaduto.
“Al momento ci sono delle indagini in corso e non posso dire chi sia stato, ma sicuramente voglio giustizia per la mia Asia – ha raccontato -. Con lei è stato amore a prima vista: era un cane di grossa taglia, di 64 chili, dal passato difficile. L’ho adottata tre anni e mezzo prima della sua morte, al Dog Village di Montesilvano (Pescara), grazie alla presidentessa Carmela Bellini, durante una mia esperienza di volontariato”.
“Mi dicevano che era un cane impegnativo, ma invece è stata la mia ombra, mi ha sempre protetta e, ora, mi manca molto: era tutto per me e continua a vivere nella mia mente e nei miei ricordi – ha proseguito -. La sua morte è stata per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
Una vicenda personale dove la signora Emanuela ha comunque trovato la forza e il coraggio per fare un appello alle istituzioni: “Voglio giustizia per il mio cane, lo ripeto ma allo stesso tempo voglio fare un appello allo Stato – le sue accorate parole -. Chiedo più aiuto da parte dello Stato: la Legge non tutela le donne che vivono situazioni come la mia. Io posso dirlo, perché ci sono passata in prima persona. Pensi che, in quei momenti complessi, da insegnante avevo chiesto il trasferimento in un’altra regione, ma non mi era stato concesso perché non di ruolo. Secondo lei, è giusto tutto questo?”.
“Chiedo allo Stato che aiuti e tuteli di più le Donne (con la “d” maiuscola) come me e, allo stesso tempo, voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutata, a partire dal Luogotenente carica speciale Graziano Todaro, comandante della stazione dei Carabinieri di Cison di Valmarino (ora in pensione ndr): è grazie a lui se sono stata messa in codice rosso e se ho avuto la scorta diurna e notturna – ha proseguito Emanuela Tardiani Papale -. Un ringraziamento va al gruppo dei rospisti di Revine Lago e a mia madre, che mi ha sempre sostenuta. Non da ultima, un ringraziamento a Claudia Gentile di ‘Miss & Mister Dog’ con la F.I.S.A. che, a mia insaputa, ha intrapreso questa campagna di richiesta di giustizia per la mia Asia”.
“Continuerò a narrare la mia vicenda: il 30 luglio, 1 e 2 agosto racconterò la mia triste storia in Veneto, ospite di ‘Miss & Mister Dog'” ha aggiunto, per poi fare un’ultima domanda: “Lo Stato cosa ha intenzione di fare, oltre a ciò che già fatto per le donne in codice rosso?”.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: per gentile concessione di Emanuela Tardiani Papale)
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