È morto Enrico Valenti, uno dei volti forse meno noti al grande pubblico ma ugualmente tra i più influenti nella storia della televisione italiana dedicata ai più giovani in qualità di produttore televisivo e mente creativa di programmi cult come Bim Bum Bam. Aveva 78 anni.
Insieme a Giancarlo Muratori fondò negli anni ’80 la società di produzione Publitalia 80 (poi RTI), contribuendo in maniera determinante a rivoluzionare l’intrattenimento pomeridiano delle reti Fininvest (oggi Mediaset), dando vita a un vero fenomeno generazionale.
A lui si devono non solo il successo del contenitore pomeridiano Bim Bum Bam, che lanciò personaggi come Paolo Bonolis, Licia Colò, Manuela Blanchard e il pupazzo Uan, ma anche l’arrivo in Italia di numerosi cartoni animati giapponesi e americani — da Holly e Benji a I Puffi, da Kiss Me Licia a Inspector Gadget. Valenti era l’uomo che capiva i bambini, ancor prima che la tv generalista iniziasse a considerarli un target strategico.
Il suo contributo non si limitava alla selezione dei contenuti, ma abbracciava tutta la grammatica del linguaggio televisivo per l’infanzia: ritmo, leggerezza, ironia e una capacità unica di mescolare intrattenimento e narrazione. Grazie a lui, la tv dei ragazzi degli anni ’80 e ’90 non fu solo evasione, ma anche uno spazio protetto e affettuoso, capace di accompagnare intere generazioni nella crescita.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo della televisione italiana. A ricordarlo con affetto, sui social, tanti volti noti dello spettacolo e moltissimi spettatori ormai adulti che con i suoi programmi sono cresciuti. Enrico Valenti se n’è andato in punta di piedi, come ha sempre vissuto dietro le quinte. Ma il segno che ha lasciato resta indelebile.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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