“Luoghi dimenticati”: la “casetta” sotto il campanile

Luoghi “dimenticati”, oggi, ma che un tempo avevano un’importante funzione per la comunità. Ai giorni nostri, invece, molti di questi edifici storici sono trascurati e o addirittura ignorati.

Quando al contrario meriterebbero un’appassionata riscoperta, la stessa che tenta di fare questa rubrica – ribattezzata appunto “Luoghi dimenticati” – che riprende fedelmente quella di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave.

In questa terza puntata, a cura di Enrico Dall’Anese, ci occupiamo della “casetta” sotto il campanile, a San Pietro di Feletto, piccolo edificio inaugurato il 27 maggio 2023, posto ai piedi del campanile di recente degnamente restaurato.

Divenuto fatiscente, fu acquistato nel 2017 dal Consorzio delle Pro Loco del Quartier del Piave per iniziativa di Roberto Franceschet, Lucina Pradal, Arcangelo Marcon e Loris Dalto. Ora è stato restituito alla comunità e ai numerosi visitatori della Pieve.

Si tratta di una “casetta”, come veniva popolarmente chiamata in passato, di origine settecentesca, un tempo adiacente al cimitero, testimone di tanta parte della storia della Pieve.

Denominata ufficialmente nel catasto napoleonico del 1813 la “piccola Fabbrica” della Fabbriceria di San Piero vecio, era costituita nel primo Ottocento da due piani. La soffitta fungeva da ricovero degli utensili per il servizio della Chiesa; il pianterreno era adibito in parte a cantina e in parte ospitava, almeno dal 1825, le scuole elementari minori istituite nel 1818.

In seguito fu adibita soprattutto a scuola. È noto che fu merito dell’Austria aver organizzato la scuola elementare nel Lombardo-Veneto, nella quale era stato anche sancito il doppio principio della gratuità e della obbligatorietà. L’insegnamento veniva demandato in genere ai parroci, nel nostro caso all’arciprete don Pietro Zago, ma per San Pietro di Feletto lo storico don Nilo Faldon riportava anche il nome di un insegnante laico delle due classi della scuola elementare “minore”. Si trattava di Antonio Antiga, che risulta maestro nel 1825 e cessò di esserlo nel 1827. Si sa che all’inizio gli scolari erano pochissimi e soprattutto maschi. La mentalità contadina non era in grado di comprendere l’importanza di saper leggere, scrivere e far di conto. Il tempo a scuola veniva considerato come sottratto al più pressante lavoro nei campi.

Tuttavia si ha notizia che negli anni 1833-35 le scuole del Comune erano abbastanza efficienti.

Per la cronaca, la terza e la quarta classe furono aggiunte dopo il 1866 con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Il ciclo dell’istruzione elementare con la creazione della quinta classe fu completato solo nel 1936 e fu merito delle premure dell’arciprete di allora don Angelo Sant. Le medie arrivarono con l’anno scolastico 1969-70.

La “casetta” fu anche testimone del rovinoso terremoto del 1873 che, a causa del crollo del tetto della vicina chiesa, provocò 38 vittime.

(Autore: Venetando)
(Foto: Eventi Venetando)
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