“Giavera Previene”, pienone per la prima serata della nuova stagione

Ha preso il via a Villa Wassermann, a Giavera del Montello, la nuova stagione di Giavera Previene, il programma di incontri dedicato a salute, prevenzione e benessere promosso dal Comune.

La rassegna, inaugurata con una serata dedicata a cellule staminali e donazione, è frutto del lavoro del consigliere comunale Daniel Toffoletto, che supporta l’Amministrazione comunale nelle politiche per la salute e la prevenzione, contribuendo alla progettazione e allo sviluppo del calendario degli incontri.

La serata inaugurale, patrocinata da Ulss 2 Marca Trevigiana, Lilt, ADoCeS e Avis, ha visto una partecipazione attenta e qualificata, confermando l’interesse della comunità verso i temi della prevenzione e della cultura del dono.

Ad aprire l’incontro è stato il sindaco di Giavera del Montello, Andrea Maccari, che ha sottolineato come “la prevenzione e le buone pratiche per la salute siano la base del benessere individuale e collettivo”. Il sindaco ha evidenziato che “intercettare le patologie in fase precoce permette cure più efficaci, riduce l’ospedalizzazione e limita l’impatto psicologico sui pazienti”, spiegando inoltre la scelta di avviare la nuova stagione di Giavera Previene dal tema della donazione: “Prendersi cura di sé stessi è il primo passo per poter aiutare gli altri”.

L’intervento dell’assessore regionale al Sociale Paola Roma ha dato alla serata una forte prospettiva di sistema. L’assessore ha ribadito che “la donazione rappresenta il gesto più alto di responsabilità civica che un cittadino possa compiere nei confronti della propria comunità”, sottolineando come “ogni atto di dono si traduca concretamente in opportunità di vita per chi affronta percorsi di malattia complessi”.

Roma ha inoltre evidenziato il valore strategico della sanità veneta: “Il Veneto è oggi un’eccellenza riconosciuta perché è riuscito a integrare qualità delle cure, ricerca scientifica e umanizzazione dell’assistenza. Strutture come lo IOV dimostrano che l’innovazione può andare di pari passo con l’attenzione alla persona”. L’assessore ha infine richiamato il ruolo fondamentale del volontariato e delle associazioni: “Senza la generosità dei donatori e l’impegno quotidiano dei volontari, questo sistema non sarebbe in grado di garantire gli stessi risultati”.

In rappresentanza dell’Ulss 2 Marca Trevigiana è intervenuto il dottor Alberto Gamba, direttore del Distretto di Asolo, che ha sottolineato l’importanza di iniziative come Giavera Previene per la divulgazione della prevenzione, ricordando come sia “fondamentale affiancare all’informazione sanitaria un’azione costante sulle buone pratiche quotidiane e sugli stili di vita sani”.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della donazione grazie agli interventi del presidente di Avis provinciale Treviso, Paolo Zanatta, e di Edy Girardi, presidente di AVIS Giavera del Montello, che hanno invitato i cittadini a diventare promotori attivi della cultura del dono, sottolineando il ruolo centrale delle associazioni nel mantenere vivo il legame tra solidarietà e territorio.

Il cuore scientifico della serata è stato l’intervento del dottor Michele Gottardi, primario del reparto di Emato-oncologia dello Iov, che ha illustrato in modo chiaro le tecnologie del trapianto di midollo osseo, il lavoro di ricerca svolto dallo Iov di Castelfranco Veneto e le collaborazioni internazionali con istituti di ricerca di massimo livello, confermando il ruolo dell’Istituto nella Rete Oncologica Veneta.

Sono intervenuti anche Alice Vendramin Bandiera, Presidente di ADoCeS, che ha richiamato l’importanza della rete territoriale nella promozione della donazione, e Alberto Torresan, che ha portato una toccante testimonianza personale del percorso di cura. Durante la serata è intervenuto inoltre il presidente di Ail Treviso, Sergio Leonardi, ribadendo il valore del sostegno ai pazienti ematologici e alle loro famiglie.

La serata ha così segnato l’avvio ufficiale della nuova stagione di “Giavera Previene”, confermandosi come un progetto di comunità che nasce dal lavoro condiviso tra Amministrazione comunale, Regione, sistema sanitario e volontariato, con l’obiettivo di promuovere prevenzione, consapevolezza e responsabilità collettiva.

“La donazione è il più grande dono che un cittadino può fare alla comunità”

L’assessore al Sociale della Regione Veneto, Paola Roma, interviene a margine dell’incontro dedicato alle potenzialità delle cellule staminali per i pazienti affetti da leucemia, svoltosi allo Iov castellano.

Eccellenza veneta e proiezione internazionale

Durante la serata, il Dottor Michele Gottardo, Primario del reparto di Emato-oncologia dello Iov, ha presentato i dati relativi all’intensa attività di trapianto di midollo osseo della struttura, sottolineando come il reparto sia un punto di riferimento fondamentale all’interno della Rete Oncologica Veneta.

Il Primario ha inoltre illustrato le nuove frontiere della ricerca che il suo team sta portando avanti in stretta sinergia con i più prestigiosi centri di ricerca internazionali. “Vedere come la nostra sanità regionale dialoghi con il mondo per trovare cure sempre più efficaci ci rende orgogliosi,” ha dichiarato l’assessore Roma. “Le ricerche del gruppo del Dottor Gottardo dimostrano che il Veneto non è solo un luogo di cura, ma un motore di innovazione scientifica globale”.

Il ruolo del volontariato e la cultura del dono

L’assessore Roma ha posto l’accento sul contributo insostituibile del Terzo Settore: “La ricerca e la clinica sono pilastri fondamentali, ma senza la generosità dei donatori e l’impegno dei volontari il sistema non potrebbe salvare così tante vite. È essenziale continuare a sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani, che erano presenti alla serata sulla donazione di cellule staminali e del cordone ombelicale. Ogni nuova iscrizione al registro dei donatori è una possibilità di vita in più che offriamo a chi soffre”.

La vita che ricomincia: la storia di un campione

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di un ex calciatore professionista, tornato a nuova vita dopo un trapianto di midollo. La sua rinascita è stata resa possibile grazie al gesto altruistico di una donna di 54 anni. L’ex atleta ha voluto rendere omaggio non solo alla competenza tecnica dei professionisti dello Iov, ma alla loro straordinaria umanità: “In reparto ho trovato medici e infermieri che sono diventati amici, persone che mi hanno teso la mano nel momento più buio.” Un legame profondo che l’Assessore Roma ha definito “il volto più bello della sanità veneta: quella che cura il corpo ma si prende cura della persona”.

L’impegno della Regione Veneto

“La Regione Veneto continuerà a investire in queste eccellenze e a sostenere le reti di volontariato,” conclude l’Assessore Roma. “Storie come quella ascoltata stasera ci confermano che la strada intrapresa è quella corretta: innovazione scientifica, solidarietà diffusa e una profonda umanizzazione delle cure. Ringrazio il sindaco Andrea Maccari e l’amministrazione comunale unitamente alle associazioni Avis, Lilt e Adoces per l’organizzazione della serata di prevenzione e opportunità per promuovere la “cultura del dono” attraverso i volontari che testimoniano quotidianamente con il loro impegno all’interno delle comunità”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Comune di Giavera del Montello)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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