Oggi lunedì l’Italia celebra la ventiduesima edizione di M’illumino di Meno, la campagna nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. Nata nel 2005 da un’intuizione della trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2, l’iniziativa è diventata nel 2022 una vera e propria Giornata Nazionale, riconosciuta dal Parlamento italiano con la Legge n. 34/2022. La scelta della data non è casuale: il 16 febbraio coincide con l’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, il primo grande accordo internazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra. Da allora, ogni anno, lo spegnimento simbolico delle luci è diventato il gesto più riconoscibile di una mobilitazione che coinvolge comuni, scuole, università e imprese da nord a sud del Paese.
Quest’anno la campagna cambia pelle e diventa “M’illumino di Scienza”, mettendo al centro il contributo della ricerca scientifica e tecnologica nella comprensione della crisi climatica. Il motto scelto — “Ascolta, si fa scienza” — vuole ricordare quanto il lavoro di scienziate e scienziati sia fondamentale per trovare risposte concrete alla sfida energetica. A dare il segno di questa vocazione è stata l’inaugurazione della campagna, il 16 gennaio scorso, con una diretta radiofonica storica dal CERN di Ginevra: per la prima volta in assoluto, una trasmissione è stata realizzata dall’interno dell’esperimento LHCb dell’acceleratore Large Hadron Collider, a cento metri sotto terra. Dal cuore dell’acceleratore di particelle più potente del mondo, l’invito è stato chiaro: cercare ispirazione per accelerare anche la transizione energetica.
Il contesto globale in cui cade questa giornata rende il messaggio ancora più urgente. Secondo il rapporto Global Energy Review 2025 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la domanda energetica mondiale è cresciuta del 2,2% nel 2024, un ritmo superiore alla media dell’ultimo decennio. A trainare l’aumento è stato soprattutto il settore elettrico, con i consumi di elettricità in crescita del 4,3%, spinti da temperature record, dall’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale, dall’elettrificazione dei trasporti e dalla crescita industriale. La quota del petrolio nella domanda energetica totale è scesa per la prima volta sotto il 30%, cinquant’anni dopo aver toccato il picco del 46%, ma i combustibili fossili restano ancora dominanti nel mix globale.
Sul fronte dell’efficienza, qualche segnale positivo c’è. Il rapporto Energy Efficiency 2025, sempre della IEA, registra un miglioramento dell’intensità energetica globale dell’1,8% nel 2025, in ripresa rispetto al magro 1% dell’anno precedente. Cina e India mostrano progressi significativi, con tassi superiori rispettivamente al 3% e al 4%. Il problema è che questi numeri restano ben lontani dall’obiettivo del 4% annuo fissato alla COP28 di Dubai nel 2023, quando quasi duecento governi si erano impegnati a raddoppiare il ritmo dei miglioramenti entro il 2030. Come ha sottolineato il direttore esecutivo della IEA Fatih Birol, l’accelerazione è incoraggiante, ma i governi devono lavorare ancora più duramente perché i benefici dell’efficienza energetica raggiungano il maggior numero possibile di persone. Un dato fa riflettere più di altri: senza i progressi nell’efficienza realizzati dal 2010, le emissioni globali di gas serra sarebbero oggi superiori del 20%. Allo stesso tempo, gli investimenti crescono. La spesa mondiale legata all’efficienza energetica ha raggiunto circa 800 miliardi di dollari nel 2025, con un balzo del 70% rispetto al 2015, e quasi 18 milioni di persone lavorano ormai in questo settore, anche se il 72% delle aziende segnala difficoltà nel trovare personale qualificato.
La forza di M’illumino di Meno, però, sta tutta nella sua dimensione locale, nella capacità di trasformare i grandi numeri globali in gesti quotidiani e condivisi. In tutta Italia, i cosiddetti “silenzi energetici” — lo spegnimento programmato dell’illuminazione pubblica in luoghi simbolici — scandiscono la giornata del 16 febbraio. L’Università di Pavia, ad esempio, ha organizzato un programma ricco: lo spegnimento simbolico del Learning Center di via Bassi, uno Swap Party contro il fast fashion, una suggestiva Jam Session a lume di candela nell’Aula Magna del Collegio Cairoli e visite guidate al buio nel Museo di Storia Naturale. A Faenza il Comune ha costruito un’intera settimana di eventi, dal 14 al 21 febbraio, che mescola sensibilizzazione ambientale, divulgazione scientifica e osservazioni del cielo stellato con il Gruppo Astrofili locale. Trieste ha scelto di legare il risparmio energetico alla riscoperta del suo patrimonio industriale, aprendo in serata la storica Centrale Idrodinamica di Porto Vecchio e piantando nuovi alberi nel giardino pubblico Muzio de Tommasini. In Bassa Romagna, nove Comuni si sono coordinati attraverso il Centro di Educazione alla Sostenibilità per organizzare attività culturali, educative e simboliche su tutto il territorio. E anche le imprese partecipano: Tecnomat, per fare un esempio, anticiperà lo spegnimento delle insegne di tutti i punti vendita italiani alle ore 18.
M’illumino di Meno si inserisce in un panorama più ampio di ricorrenze internazionali dedicate all’energia. Il World Energy Day, istituito dalle Nazioni Unite nel 1949, cade il 14 febbraio. Il 26 gennaio è la Giornata Internazionale dell’Energia Pulita, proclamata dall’Assemblea Generale dell’ONU per accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili. Il 21 ottobre si celebra invece il World Energy Saving Day, istituito dal World Energy Forum nel 2012 per promuovere la cultura del risparmio e della riduzione dei consumi. La Rete dei Comuni Sostenibili, partner nazionale della campagna italiana, guarda oltre i confini e punta a un traguardo ambizioso: la creazione di una Giornata Europea dedicata al risparmio energetico, nella convinzione che in un continente che si riscalda più rapidamente della media globale solo alleanze locali e transnazionali possano fare davvero la differenza.
Intanto, ciascuno può fare la propria parte con gesti semplici ma misurabili. Secondo le stime della Commissione Europea e della IEA, abbassare il termostato di un solo grado può ridurre i consumi di riscaldamento di circa il 7%, mentre alzare di un grado il condizionatore in estate taglia i consumi elettrici fino al 10%. Chi ha acquistato condizionatori efficienti nel 2025 ha risparmiato fino al 30% sui costi energetici, spesso senza pagare di più all’acquisto. La nuova etichetta energetica europea, con la scala dalla A alla G introdotta nel 2021, aiuta a orientarsi. Il diritto alla riparazione, entrato in vigore nell’Unione Europea nel 2023, rende più accessibile e conveniente aggiustare un prodotto piuttosto che sostituirlo. E sul fronte della mobilità, la crescita è impressionante: nel 2024 le vendite globali di auto elettriche hanno superato i 17 milioni di unità, rappresentando ormai un quinto di tutte le auto vendute nel mondo.
Il messaggio di M’illumino di Meno resta volutamente sobrio, come ha ricordato il Comune di Trieste nel presentare il proprio programma: consumare meno, scegliere meglio, cambiare abitudini. Niente grandi spettacoli, piuttosto piccoli gesti condivisi, capaci di ricordare che la sostenibilità non è un evento straordinario, ma una pratica quotidiana. E la scienza, quest’anno più che mai, è chiamata a illuminare il cammino.
Qualche dato per approfondire:
Commissione Europea – ManagEnergy
IEA – Energy Efficiency 2025
IEA – Global Energy Review 2025
IEA – World Energy Outlook 2025
Nazioni Unite – International Day of Clean Energy
Iberdrola – World Energy Saving Day
RUS – M’illumino di Meno 2026
Rete dei Comuni Sostenibili – M’illumino di Meno 2026
(Autore: Paola Peresin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
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