Ogni anno, il primo marzo, il Veneto celebra il proprio Capodanno. Non si tratta di una semplice rievocazione folkloristica, ma di una ricorrenza che affonda le radici nella storia della Repubblica di Venezia, quando l’anno nuovo iniziava ufficialmente proprio in questa data. Si tratta del “Cao de Ano” Veneto, una tradizione che pare discendere da un antico calendario in uso prima di Giulio Cesare, e che faceva cominciare l’anno proprio a marzo.
Fino alla caduta della Serenissima nel 1797, il calendario civile veneziano fissava al primo marzo l’inizio dell’anno. Una scelta legata al mondo agricolo e ai ritmi naturali: marzo segnava la fine dell’inverno e l’avvio della nuova stagione produttiva. Con l’arrivo della dominazione napoleonica e l’introduzione del calendario gregoriano uniforme, anche in Veneto l’anno cominciò il primo gennaio, ma la memoria storica del “Capodanno Veneto” è rimasta viva.
Negli ultimi anni la ricorrenza è stata riscoperta e valorizzata da associazioni culturali e amministrazioni locali. Il cuore delle celebrazioni è spesso Venezia, dove sfilano cortei storici in costume, viene issato il Leone di San Marco e si susseguono momenti istituzionali e culturali. Non mancano iniziative anche in altre città del territorio, da Padova a Treviso, con eventi che uniscono rievocazione storica, musica e momenti di approfondimento.
Il Capodanno Veneto è diventato così un’occasione per riflettere sull’identità regionale e sul patrimonio storico della Serenissima, che per oltre mille anni ha rappresentato una delle principali potenze politiche ed economiche d’Europa. Il primo marzo non è solo una data simbolica: è un richiamo alla storia, alla cultura e alle radici di un territorio che ancora oggi si riconosce nel leone marciano e nella propria tradizione millenaria.
(Autore: Redazione Qdpnews.it)
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